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MUGAZINE – LOQUI

Ciao Cristiana! Ti chiediamo di presentarti, raccontarci cos’è Loqui e come è nata!

Ciao, sono Cristiana e sono una psicoterapeuta. Ho iniziato il mio percorso di studi nel 2010 tra Palermo, Padova e Roma, dove mi sono specializzata nel 2022.

Loqui è nata a Roma nel 2019, mentre terminavo la specializzazione e lavoravo con i primi clienti. Non avrei mai immaginato di diventare un’imprenditrice: il mio obiettivo era essere una psicoterapeuta. Tuttavia, ho scoperto una realtà terapeutica innovativa: negli Stati Uniti la terapia si svolgeva tramite videochiamate e chat. Questa modalità mi ha incuriosita e ispirata, non solo me ma anche la mia socia Carmen.

Carmen ed io ci siamo conosciute nel 2019 mentre lavoravamo in ospedale a Roma. Quando le ho mostrato alcuni siti americani su questo nuovo modello terapeutico, ne siamo rimaste entrambe entusiaste. Da lì è nata l’idea di lanciare il nostro progetto.

Proponendo la terapia tramite videochiamate e chat, abbiamo riscontrato un grande interesse. Molti trovano più semplice iniziare attraverso la chat, abbassando le difese e prendendo consapevolezza delle loro problematiche. Per noi, il modo in cui una persona si avvicina alla terapia è secondario: l’importante è che si senta a proprio agio, sia scrivendo in chat che facendo una videochiamata.

Prove del Pitch di Loqui con Vittoria

Da quando avete sviluppato l’idea ad oggi, avete visto dei cambiamenti? Ci sono stati trend che non vi aspettavate?

Nel tempo, il tabù legato alla figura dello psicologo è diminuito e le persone hanno cominciato a riconoscere il valore del supporto psicologico. Il mercato si è ampliato, confermando la grande domanda. L’introduzione del bonus psicologo è stata un passo importante, ma c’è ancora molta strada da fare per rendere la terapia davvero accessibile. Le principali barriere sono spesso culturali, come il pensiero “posso farcela da solo”, che è particolarmente diffuso tra gli uomini over 50, per i quali la psicoterapia è ancora vista come una debolezza.

Abbiamo notato che l’80% delle richieste di terapia proviene dalle donne, che mostrano una maggiore consapevolezza e voglia di lavorare su se stesse. Le nuove generazioni, in particolare la Gen Z, sono molto più aperte alla terapia, ma spesso faticano ad affrontare i costi. Un dato interessante è che la nostra utenza ha un’età media di circa 35 anni, e molti utenti cinquantenni si avvicinano alla terapia tramite chat come primo passo più discreto.

Quali sono stati i passaggi dalla nascita dell’idea alla sua concretizzazione?

Quando abbiamo avuto l’idea, il passo più difficile è stato tradurla in pratica. Entrambe proveniamo da un background psicologico e clinico, quindi la sfida principale è stata validarla. Per farlo, abbiamo creato un sito web che è rimasto attivo per un anno, gestendo anche i pagamenti.

Dopo una fase di test, abbiamo investito 1.500 euro in marketing e, in un mese e mezzo, abbiamo ricevuto molte richieste. Analizzando le metriche, abbiamo visto segnali positivi e deciso di costituire ufficialmente la società.

Ciò che ci ha caratterizzato è stato l’approccio ponderato: due anni fa è nata Loqui e da lì è iniziato un percorso di crescita. Abbiamo partecipato a programmi di accelerazione che ci hanno aiutato a strutturare la piattaforma e ci hanno insegnato molto, dandoci gli strumenti per entrare nel mondo dell’imprenditoria. Nonostante le difficoltà, abbiamo trovato la nostra strada come imprenditrici, rendendoci conto che questo è davvero il nostro mondo.

Ci tengo a sottolineare che non sono stata da sola: quando ho avuto l’idea, l’ho subito condivisa con Carmen, che mi ha dato una prospettiva diversa. Mi sento fortunata, perché non è facile trovare la persona giusta con cui intraprendere un progetto. Aprire un’impresa insieme è come crescere un figlio.

Tornando al vostro prodotto, come funziona la selezione dei collaboratori? Fate formazione interna per imparare ad usare gli strumenti?

La selezione del team è piuttosto rigida. Una volta scelto un membro, inizia un percorso di formazione. Il primo step consiste nell’insegnargli come gestire la terapia via chat, fornendo linee guida che abbiamo scritto nel corso degli anni. Abbiamo imparato come comunicare con i pazienti attraverso la chat e incoraggiamo l’uso degli audio, sia da parte loro che nostra. La formazione riguarda anche il tono di voce e l’uso delle emoji, che consigliamo a seconda del contesto. Le emoji, se usate correttamente, aiutano a trasmettere meglio i toni della conversazione e a creare un’immagine mentale per il paziente.

Qual è la capacità che deve avere un’imprenditrice e quella che deve avere una psicologa?

Per essere un buon psicologo è fondamentale l’umanità e l’empatia, qualità che ho riscontrato anche nel mondo imprenditoriale. Il rapporto con le persone è sempre centrale. I miei studi mi hanno insegnato a vedere le cose da una prospettiva diversa, a non arrendermi e a pensare in modo strategico e questo è fondamentale per un’imprenditrice.

Voi siete una startup femminile, in Italia solo il 13% delle startup sono a prevalenza femminile. Come spieghi questo dato? Cosa si potrebbe fare per essere più inclusivi?

Molte donne credono di non essere all’altezza o di non essere adatte a certi ruoli. La società ci ha sempre mostrato gli uomini ai vertici, facendoci sentire che quei posti erano solo loro. Ma anche noi donne siamo intraprendenti e capaci, anche se spesso la società ci fa sentire inadeguate a ricoprire quei ruoli. Penso che per essere più inclusivi sia importante vedere sempre più donne riuscire in questi ambiti. Quando qualcuna ce la fa, incoraggia altre donne a perseguire lo stesso obiettivo.

L’unione fa la forza! I founder si supportano tra loro

Voi avete sede legale a Bologna, come mai? Come valuti l’ecosistema dell’innovazione a Bologna?

Abbiamo scelto Bologna per la sede legale perché, quando ho aperto la società, mi trovavo qui e anche i miei genitori vivono in città. Il territorio bolognese ha offerto molte opportunità, in particolare il percorso di accelerazione con G-Factor e il supporto di Emil Banca. Questo ci ha permesso di entrare in un ecosistema ricco di risorse che ci ha insegnato molto. Anche dopo la fine del programma, il network continua a sostenerci. Inoltre, ci siamo aggiudicate il bando del Premio Barresi della Città Metropolitana di Bologna, ottenendo un contributo a fondo perduto che ha sostenuto la nostra crescita. Abbiamo anche partecipato al premio Cambiamenti di CNA, arrivando alle fasi regionali e vincendo il premio in denaro offerto da Emil Banca.

Premio CNA Cambiamenti regionale da parte di Emil Banca

La vostra pagina Instagram conta 19K follower. Molte aziende usano il marketing per creare un bisogno, mentre nel vostro caso si tratta di sensibilizzazione. Come approcciate gli utenti?

Il nostro obiettivo principale è sensibilizzare sulla salute mentale e il benessere psicologico, cercando di normalizzare questi temi. Utilizziamo frasi e consigli per aiutare le persone a diventare più consapevoli del proprio vissuto. Attraverso la pubblicazione di frasi e consigli cerchiamo di fare in modo che le persone siano più consapevoli rispetto il loro vissuto. Cerchiamo poi di offrire anche percorsi di autoaiuto attraverso la piattaforma Loqui Self Therapy.

Cos’è e come funziona Loqui Self Therapy?

Oltre alla psicoterapia online, offriamo anche strumenti di autoaiuto come Loqui Self Therapy, ideali per chi non si trova in una fase critica della vita ma ha bisogno di gestire ansia o insonnia. La Self Therapy è un percorso che permette agli individui di lavorare sulla propria salute mentale in modo autonomo. Può essere vista come un’opportunità per chi vuole intraprendere un viaggio di crescita personale, gestire emozioni o affrontare difficoltà quotidiane senza dover sempre ricorrere alla terapia tradizionale. Tuttavia, l’aspetto distintivo della Self Therapy è che, pur essendo un processo auto-diretto, può essere anche un potente complemento alla terapia psicologica professionale. Altro aspetto importante della Self Therapy è la sua accessibilità e il fatto che può rappresentare un’opzione più economica rispetto alla terapia tradizionale. Oggi, molte persone non possono permettersi regolari sedute di terapia a causa dei costi elevati o della difficoltà di accesso a professionisti qualificati. La Self Therapy, tuttavia, offre una soluzione praticabile per chi desidera lavorare sul proprio benessere psicologico senza dover affrontare spese significative.

Cristiana e Carmen festeggiano la vittoria del premio Barresi

Qual è la difficoltà più grande che avete riscontrato e quale soluzione avete trovato?

Le due difficoltà principali nel mondo delle startup sono il team e la ricerca di fondi. Trovare persone che credano nel progetto e si uniscano senza una retribuzione iniziale è una grande sfida. Tuttavia, con pazienza, siamo riuscite a costruire un team che condivide la nostra visione, anche se continuiamo a cercare le persone giuste. Per quanto riguarda i fondi, anche se è difficile, con il team giusto e la validazione dell’idea si possono trovare soluzioni. La chiave è non demordere e sfruttare il network.

Hai un libro, film o canzone che ti ha colpito? C’è una frase che ti aiuta?

Il libro che mi ha colpito di più è Reinventa la tua vita. Aiuta a guardarsi dentro e a capire come superare sentimenti di inadeguatezza, permettendo di rivedere la propria visione di sé. Per quanto riguarda le frasi, quella che mi rappresenta di più è: “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”. È un pensiero che mi guida quotidianamente.

Scatti rubati dell’intervista a MUG

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