NewsArticoli

MUGAZINE – TWIP

Ciao Alessandro e Alessandro, presentatevi e raccontateci il vostro background.

Alessandro R.: Mi chiamo Alessandro Rizza e sono uno dei due fondatori di Twip. Ho iniziato il mio percorso in un istituto alberghiero e ho lavorato subito nel settore della ristorazione. In seguito mi sono laureato in Giurisprudenza e sono diventato praticante avvocato. È stato poi il progetto Twip a farmi appassionare ai viaggi e alle culture del mondo. Per un periodo ho portato avanti entrambi i lavori, finché Twip non si è trasformata in una Startup Innovativa e ho deciso di dedicarmi a essa a tempo pieno.

Alessandro C.: sono Alessandro Cattolico, l’altro fondatore di Twip. Mi sono diplomato all’istituto tecnico agrario e ho iniziato l’Università di Scienze Motorie, perché lo sport era la mia grande passione. Durante gli studi, ero curioso di scoprire anche il mondo del lavoro, quindi ho iniziato a lavorare in un’azienda, occupandomi della parte commerciale. È stato in questo periodo che è nato il progetto Twip, che piano piano abbiamo iniziato a sviluppare. Quando abbiamo visto che stava andando bene, anch’io ho deciso di concentrarmi al 100% sulla startup, perché mi permetteva di parlare di viaggi, fare nuove esperienze e conoscere molte persone.

I ragazzi di Twip studiano Mug per inserirlo nell’itinerario di Bologna

Raccontateci cos’è Twip e come è nata l’idea.

Alessandro R.: Twip è una nuova piattaforma dedicata a viaggi ed esperienze, con focus principale sull’applicazione mobile. Gli utenti, registrandosi, forniscono informazioni sui loro interessi, passioni, luoghi frequentati, gusti legati a cibo, hobby, cultura eccetera. Il nostro algoritmo può così creare itinerari personalizzati per ogni utente, suggerendo attrazioni, ristoranti ed esperienze in linea con i suoi interessi. In questo modo, l’utente può pianificare il proprio itinerario in modo più preciso, evitando di perdere tempo in attività non coerenti con i suoi gusti.

Alessandro C.: L’idea di Twip è nata da una vacanza in Grecia che abbiamo fatto insieme. Eravamo un gruppo eterogeneo di persone, con età comprese tra 19 e 29 anni, ma tutti con interessi in comune. Purtroppo, non siamo riusciti a trovare informazioni utili né su internet né dalle persone del luogo, quindi non siamo riusciti a vivere appieno l’esperienza dell’isola. Quando siamo tornati a casa, eravamo molto delusi e avevamo perso l’opportunità di fare esperienze uniche.

In visita per vedere le novità di Mug

Quali sono state le tappe per rendere la vostra idea in una Startup?

Alessandro R.: È passato un anno e mezzo prima di prendere la decisione di costituirci e del lancio dell’applicazione. In questo periodo, abbiamo seguito la strategia del “trial and error”: provavamo qualunque cosa, e se non funzionava, cercavamo di correggerla, dalla definizione del target al business plan, ai pitch. Essendo il mondo startup completamente nuovo per noi, ci siamo affidati spesso a persone esterne, convinti che sbagliando si impara. Abbiamo anche dovuto scegliere il nome: Twip, che è l’acronimo di “The World in a Pocket” e ha una forte assonanza con la parola “Trip”, per dare sin dall’inizio una sfumatura mondiale. Per avere il capitale necessario per partire, lo abbiamo chiesto a parenti e amici, in cambio di una percentuale di equity, mentre ora ci stiamo avvicinando anche a finanziamenti tramite bandi regionali.

Chi ha sviluppato l’applicazione? Avete riscontrato criticità?

Alessandro C.: Non abbiamo sviluppato l’applicazione in-house, ma l’abbiamo commissionata a una società esterna. Nessuno di noi aveva le competenze necessarie per svilupparla, e all’inizio non siamo riusciti a trovare una persona con le capacità richieste che volesse far parte del progetto. Esternalizzare questo processo ci ha creato diverse difficoltà, soprattutto nella comunicazione con l’azienda fornitrice e nel far comprendere le nostre esigenze. Questo ci ha portato a momenti di stallo e rallentamenti. Per questo motivo, ora abbiamo deciso di inserire nel core team una risorsa competente in ambito app development, così da avere qualcuno in grado di interfacciarsi direttamente con la software house e renderci più tranquilli.

Come è composto il vostro team? Avete riscontrato delle difficoltà?

Alessandro R.: Oltre a noi due fondatori, che ci occupiamo di operations, finanza e rapporti con i clienti, abbiamo inserito la figura del CTO, che si interfaccia con la software house e si occupa di risolvere bug e malfunzionamenti. Abbiamo anche una persona dedicata ai social media, una figura cruciale per il nostro business, in quanto tutti i nostri utenti provengono dalla crescita organica sui social. Collaboriamo inoltre con un videomaker per i contenuti video e presto inseriremo anche una consulente marketing. Una delle maggiori difficoltà è stata proprio la selezione del personale, in quanto non avevamo un background nella gestione delle risorse umane. Abbiamo commesso alcuni errori, come l’assunzione del nostro primo CTO, che non si è rivelato all’altezza. Ora il nostro processo di selezione è molto più attento e ci affidiamo anche a professionisti esterni.

Festeggiamenti per il premio BCC Innovation Festival

Avete anche degli advisor?

Alessandro R.: Sì, abbiamo tre advisor che ci supportano e ci danno consigli utili sulla gestione di una startup. Sono tutti ex startupper che conoscono bene le difficoltà dell’imprenditoria in Italia. Uno degli insegnamenti più preziosi che abbiamo appreso da loro è la cultura del fallimento: in Italia, purtroppo, il fallimento è ancora visto come qualcosa di negativo, mentre per noi startupper rappresenta un’opportunità di crescita e miglioramento.

Quale consiglio dareste a chi si approccia per la prima volta al mondo delle startup?

Alessandro C.: Quando si è founder, bisogna svolgere tantissimi compiti molto diversi tra loro e spesso si cerca di farlo nel minor tempo possibile, dato che il mondo startup si muove molto velocemente. È fondamentale riuscire a categorizzare le proprie attività e dedicare il giusto tempo a quelle più cruciali, senza avere fretta o superficialità. Come abbiamo imparato anche noi, il processo di selezione del personale richiede più tempo, ma ci permette di avere maggiori certezze.

Avete scoperto qualche comportamento degli utenti che vi ha sorpreso?

Alessandro R.: Sì, abbiamo scoperto che l’applicazione viene utilizzata anche nelle città di residenza degli utenti, sia per trovare nuove esperienze che per visitare posti poco conosciuti. Quindi abbiamo deciso di creare sempre più itinerari ed esperienze da fare nelle grandi città italiane, in modo che Twip non sia usata solo per le vacanze, ma possa essere utile in qualsiasi periodo dell’anno.

Come siete venuti in contatto con Mug e Emil Banca?

Alessandro R.: I nostri commercialisti ci hanno consigliato di venire a MUG, in quanto hanno tante connessioni con il territorio e potevano darci consigli utili. Nel frattempo, avevamo anche la necessità di una banca e, dato il rapporto di fiducia che si era creato, abbiamo deciso di appoggiarci a Emil Banca, anche per la comodità di avere una filiale specializzata in startup qui a MUG.

Avete partecipato a qualche programma di accelerazione?

Alessandro C.: Sì, abbiamo partecipato al programma di accelerazione BCC Innovation Festival, promosso dal Gruppo Bcc Iccrea. Ne siamo venuti a conoscenza grazie al team di MUG, e siamo molto soddisfatti del percorso. Stiamo imparando molte nozioni a livello teorico, che ci aiutano a evitare errori, e stiamo affinando competenze legate al fare impresa, come redigere un business plan o fare un pitch efficace. Inoltre, il networking con gli altri founder di startup è un altro aspetto molto interessante.

Twip ha un nuovo utente: Andrea della filiale di Mug!

Avete qualche progetto in cantiere che potete raccontarci?

Alessandro R.: Uno dei progetti più interessanti è la partnership con MSC Crociere, con cui stiamo creando itinerari culturali ed enogastronomici sulle sei tappe della tratta del Mediterraneo. Questi itinerari saranno presenti non solo su Twip, ma anche in una serie TV su Amazon Prime.

Alessandro C.: Abbiamo anche avviato una collaborazione con Fit Active, azienda legata alle palestre, per realizzare itinerari “wellness” per i viaggiatori che desiderano allenarsi anche in vacanza. Sarà una strategia social comune per posizionarci come applicazione in cui si possono fare esperienze a 360 gradi.

Per concludere, ci consigliate un libro, una frase che vi ha ispirato, e delle mete per le nostre prossime vacanze?

Alessandro C.: Vi consiglio la lettura della storia di LeBron James, in cui una frase mi ha colpito molto: “Trust the process”. Fare startup è spesso un saliscendi di emozioni, e le difficoltà sono parecchie, ma è fondamentale apprezzare i piccoli traguardi, consapevoli che il duro lavoro quotidiano porterà al risultato finale.

Alessandro R.: Come mete meno blasonate, vi consiglio la Calabria, in Italia, le isole greche, in Europa, e la Micronesia, a livello mondiale. Sono luoghi davvero incredibili, ricchi di paesaggi mozzafiato e un’autenticità che ripaga pienamente i costi e il tempo di viaggio.

Scatti rubati durante l’intervista per Mugazine

Ti potrebbe interessare anche

MUGAZINE – LOQUI

Articoli

MUGAZINE – LOQUI

4 Marzo 2025

MUGAZINE – ALESSANDRO FERRARI

Articoli

MUGAZINE – ALESSANDRO FERRARI

30 Dicembre 2024

MUGAZINE – OTTAVIO CERCENÀ

Articoli

MUGAZINE – OTTAVIO CERCENÀ

16 Dicembre 2024

MUG newsletter