Ciao Devin, ciao Elena, raccontateci un po’ il vostro background formativo e professionale
Devin: Sono Devin Visani, CEO e co-founder di Weeshop. La mia formazione è legata prettamente al mondo della finanza, ho conseguito due lauree: una all’Università di Bologna e una alla Bocconi. Tuttavia, fin dagli studi, ho sempre nutrito una profonda passione per l’innovazione e il venture capital. Dopo aver avuto una breve parentesi presso IBM e aver svolto il ruolo di commercialista in uno studio, ho deciso di seguire la mia passione dedicandomi a tempo pieno a Weeshop. Questa scelta, seppur coraggiosa, è stata motivata dalla convinzione che la mia Startup potesse avere un impatto significativo sulla società. Attualmente, siamo focalizzati sul mercato italiano, ma il nostro obiettivo è quello di espanderci a livello globale; anche per questo ho deciso di lasciare un posto di lavoro sicuro per poter avere un forte impatto sociale.
Elena: Sono Elena Viotto, ho conseguito una laurea triennale in Scienze della Comunicazione all’Università di Trieste e una laurea magistrale in Comunicazione Pubblica d’Impresa all’Università di Bologna. La mia passione per il mondo degli eventi mi ha portato a lavorare in diverse realtà, occupandomi principalmente di gestione dei rapporti con i clienti e organizzazione di eventi fieristici. Negli ultimi anni, ho sentito la necessità di ampliare le mie competenze verso il marketing e il digitale. Un po’ casualmente ho trovato l’annuncio di lavoro di Weeshop, mi ha colpito immediatamente la tematica e volevo intraprendere una nuova sfida professionale. Quindi da quasi due anni lavoro in Weeshop, dove mi occupo di tutte le attività di digital marketing.


Cos’è Weeshop?
Devin: Weeshop è un’applicazione che aiuta il consumatore a scegliere prodotti alimentari in modo più informato e consapevole. L’obiettivo principale di Weeshop è semplificare la scelta dei prodotti alimentari, fornendo agli utenti un’analisi chiara e oggettiva delle caratteristiche dei prodotti consultabili. L’app analizza un’ampia gamma di parametri, dalla qualità degli ingredienti alla sostenibilità ambientale, e li presenta in modo intuitivo, restando imparziale nelle valutazioni. Il nostro caposaldo, che ci distingue dalle altre app simili, è legato ad un approccio rigorosamente scientifico. Infatti, gli algoritmi utilizzati per analizzare i prodotti sono basati su dati oggettivi e verificabili, evitando così di creare confusione o disinformazione. Crediamo che questo sia un bisogno molto sentito da parte dei consumatori, lo avevamo noi in primis quando andavamo al supermercato, mangiavamo in maniera non informata e condizionati da falsi miti. Abbiamo lanciato l’applicazione due anni e mezzo fa e ha già raggiunto un notevole successo, con oltre 120.000 download. L’obiettivo futuro è quello di raggiungere un pubblico ancora più ampio, stimato in circa 10 milioni di consumatori solo in Italia.
Come riuscite a trasmettere ai vostri utenti il rigore scientifico citato prima?
Devin: È fondamentale non sbagliare mai, quindi siamo molto precisi su tutte le informazioni che diamo ai nostri utenti (sia in app che sui social)., A tale scopo controlliamo i contenuti molteplici volte avvalendoci dell’aiuto di numerosi esperti del settore che abbiamo selezionato. In alcuni casi facciamo anche post in collaborazione. Un altro punto importante è senz’altro il rigore scientifico citato nella precedente risposta, infatti la metodologia di analisi dei prodotti l’abbiamo studiata insieme a professori universitari che hanno anche stilato le Linee Guida per una Corretta Alimentazione attraverso documenti della letteratura scientifica in ambito nutrizionale; tutto questo è avvenuto prima dell’avvio del progetto e tutt’oggi è possibile trovare all’interno dell’applicazione una sezione in cui sono citate le fonti e la metodologia utilizzata. Oltre a ciò cerchiamo di non essere drastici nella classificazione degli alimenti, attraverso punteggi o giudizi assoluti: tutti i prodotti sul mercato sono “sicuri”, l’importante è la dose e la frequenza con le quali li introduciamo nella nostra dieta complessiva. Per questo aiutiamo l’utente enfatizzando le caratteristiche migliori e peggiori dei prodotti con dei pallini verdi, arancioni e rossi e apposite spiegazioni.
Elena: Occupandomi della parte comunicazione spesso collaboriamo con esperti sui social per fare divulgazione scientifica. Anche in questo caso il nostro team analizza in maniera molto meticolosa i valori e i contenuti realizzati. Come diceva Devin per noi è fondamentale dare sempre informazioni corrette e verificate, anche perché sono tematiche molto importanti e sentite quindi non possiamo tradire la fiducia dei nostri utenti.
Raccontaci un po’ gli step che avete fatto dall’idea fino ad oggi
Devin: ci siamo costituiti a metà del 2020; dopo circa un anno di sviluppo siamo riusciti a lanciare il nostro primo MVP e nel 2022 abbiamo lanciato definitivamente l’applicazione. Inizialmente avevamo un modello di business freemium, offrendo un’app gratuita con alcune funzionalità a pagamento, mentre da metà 2024, a seguito di un round di investimento e di una serie di test, è stata presa la decisione di rendere l’app completamente gratuita; per garantire la sostenibilità economica, ci siamo approcciati al mondo B2B e abbiamo avviato collaborazioni con aziende alimentari in linea con i valori dell’app, in modo che possano ricevere visibilità sulla piattaforma in cambio di una fee. Grazie a questo cambiamento siamo riusciti ad aumentare il numero di utenti, aumentare la fidelizzazione (alcuni utenti disinstallavano l’app solo perché c’era una parte a pagamento) e abbiamo dato priorità alla community rendendo gratis tutte le funzionalità. Crediamo che questo ci permetterà di ampliare ulteriormente la base utenti, avviare collaborazioni strategiche con aziende nell’ambito alimentare rimanendo comunque imparziali. Ad oggi i nostri utenti hanno apprezzato notevolmente questo cambiamento.
Per quanto riguarda i clienti business come vi siete approcciati?
Devin: Un anno fa circa avevamo già esplorato l’idea di approcciare il segmento business ma creando una piattaforma per ricerche di mercato, in modo da sfruttare la nostra vasta base utenti. Tuttavia, era un business in cui erano presenti alcuni concorrenti e non avevamo ancora trovato la formula giusta; quindi dopo aver avuto numerosi colloqui con le aziende del settore alimentare (ad esempio, durante fiere come Cibus), ci siamo resi conto che le imprese erano maggiormente interessate a partnership per aumentare le vendite dei loro prodotti. Di conseguenza, abbiamo deciso di concentrarci su collaborazioni strategiche con aziende selezionate, offrendo loro visibilità all’interno dell’app. Ad oggi i feedback sono positivi sia lato aziende che lato utenti, quindi continueremo su questa strada.


Lato marketing e comunicazione è cambiato anche il vostro approccio dopo il passaggio da B2CB a B2BC?
Elena: Avendo appena approcciato il mondo B2B non abbiamo ancora stravolto il nostro piano di comunicazione; quindi stiamo continuando a comunicare rivolgendoci a potenziali utenti per l’applicazione, è fondamentale avere una base di utenza elevata per poter attivare partnership con le imprese. Stiamo quindi iniziando a sondare con attenzione nuovi canali più adatti al marketing rivolto ad imprese, ad esempio linkedin o una strategia di email marketing, ma sicuramente abbiamo ancora un ampio margine di crescita. L’importante è riuscire a segmentare bene le varie tipologie di clienti/utenti per poter comunicare messaggi che siano efficaci e trasmettano i valori di Weeshop.
Quali tendenze avete notato grazie alla vostra piattaforma che non vi sareste aspettati?
Devin: L’interesse per la sostenibilità, pur essendo elevato a livello dichiarativo, sembra non tradursi ancora pienamente in azioni concrete da parte degli utenti relativamente ai prodotti alimentari. Le analisi interne hanno rivelato che gli utenti sono più interessati alla salute e alla qualità dei prodotti alimentari. I dati raccolti attraverso sondaggi e analisi comportamentali confermano questa tendenza. La sostenibilità, pur essendo una tematica importante, si colloca al quarto o quinto posto nelle preferenze dei nostri utenti, dietro alla salute e alla qualità. In conclusione, l’azienda ha constatato una discrepanza tra la percezione della sostenibilità come tema prioritario e le scelte effettive dei consumatori. Questo suggerirebbe di ricalibrare la comunicazione e di focalizzarsi maggiormente sugli aspetti legati alla salute e alla qualità dei prodotti, ciononostante non demordiamo sul tema sostenibilità perché è uno dei valori in cui ci riconosciamo.
Per la creazione del team avete riscontrato difficoltà? È difficile riuscire ad attrarre talenti?
Devin: La costruzione del team non è stata semplice, ma è ciò di cui vado più orgoglioso e di cui sono più soddisfatto ad oggi. Infatti siamo riusciti a creare un gruppo di lavoro solido e coeso. Inizialmente si sono presentate delle difficoltà: abbiamo avuto un alto tasso di turnover iniziale, non è stato semplice riuscire a trovare profili adatti e anche la gestione dei rapporti con i freelance ha portato problematiche legate alla comunicazione, all’attuazione dei progetti e alla garanzia della qualità. Il consiglio che mi sento di dare è quello di selezionare con cura i collaboratori, di costruire relazioni di fiducia e di adattarsi alle esigenze del progetto; è fondamentale partecipare poi ad eventi di networking, infatti io ho conosciuto il Co-Founder di Weeshop, Riccardo Michelini, allo Startup Day in una tavola rotonda e lì abbiamo iniziato a collaborare.
Elena, come mai hai deciso di far parte del progetto Weeshop? Noti delle differenze rispetto alle tue esperienze pregresse?
Elena: Lavorare in una startup è un’esperienza decisamente formativa e stimolante. All’inizio, il ritmo frenetico e la necessità di adattarsi a un contesto in continua evoluzione mi hanno messo un po’ alla prova; provenendo da un ambiente aziendale più strutturato, ho notato subito la differenza in termini di velocità decisionale e flessibilità. Qui in Weeshop ho avuto la possibilità di toccare con mano diversi aspetti del marketing digitale, acquisendo competenze che difficilmente avrei potuto sviluppare in un ruolo più definito. Inoltre, l’atmosfera collaborativa e l’apertura al confronto mi hanno permesso di proporre nuove idee e di vederle realizzate in tempi rapidi. Sicuramente, una delle maggiori gratificazioni è stata quella di sentirmi parte integrante di un progetto in crescita, contribuendo attivamente al suo successo.
Come reputate il ruolo degli advisor nella vostra Startup?
Devin: Gli advisor hanno svolto un ruolo fondamentale nel percorso di crescita di Weeshop. Molti di loro, nel corso del tempo, hanno lasciato un segno tangibile, offrendo consigli preziosi e mettendoci in contatto con potenziali fornitori e clienti. Essendo esperti del settore, ci hanno aperto le porte a nuove opportunità di business e partnership strategiche. La loro presenza è stata particolarmente determinante nei momenti chiave della nostra evoluzione, fornendoci una guida preziosa e aiutandoci a superare le sfide. In sintesi, gli advisor sono stati e continuano a essere un elemento imprescindibile del nostro successo, dimostrando come la collaborazione e l’apertura mentale portino a risultati significativi. Vorremmo inoltre sottolineare il contributo fondamentale del nostro investitore, che oltre al capitale ha dimostrato una grande passione e attenzione alle esigenze del progetto. La sua visione condivisa ci motiva a raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi.
Raccontaci un po’ dello sviluppo dell’applicazione
Devin: Sviluppare l’app di Weeshop non è stato semplice perché, non avendo competenze tecniche full-time al nostro interno, ci siamo trovati a doverci affidare a partner esterni. Se tornassi indietro, eviterei di lanciare un prodotto troppo complesso. Un approccio più graduale, con test continui e adattamenti basati sui feedback degli utenti, sarebbe stato più efficiente. Avendo risorse limitate (come del resto ogni Startup) è stato complicato riuscire a trovare chi potesse sviluppare la nostra applicazione come desideravamo, infatti le collaborazioni con le prime software house non sono state per niente positive, portando a ritardi e risultati insoddisfacenti. Oggi abbiamo compreso l’importanza di un approccio agile e incentrato sulle esigenze degli utenti. Grazie alla collaborazione con una software house affidabile e freelance selezionati, stiamo finalmente lavorando in maniera rapida e senza rallentamenti.

Come siete venuti in contatto con Mug ed Emil Banca?
Devin: Abbiamo incontrato il team di Mug in un momento particolarmente delicato per la nostra crescita, ovvero quando eravamo alla ricerca di un finanziamento; non pensavamo ci fosse un istituto bancario qui a Bologna che potesse essere così attento alle esigenze delle Startup. Il rapporto intrapreso però non è solo di tipo finanziario; veniamo aggiornati spesso su iniziative nel territorio e possibilità di sviluppo del nostro business. Inoltre, l’ambiente stimolante e collaborativo creato da Mug, con i suoi spazi dedicati e la sua attiva partecipazione all’ecosistema delle startup, ha rappresentato un valore aggiunto per Weeshop. Apprezziamo in particolare l’impegno di Mug nel promuovere l’innovazione e nel facilitare la connessione tra le diverse realtà. In conclusione, per noi, Mug ed Emil Banca non sono solo un coworking o una banca, ma un partner affidabile in cui è sempre possibile confrontarsi e crescere.
Pensi che far parte dell’ecosistema dell’Emilia-Romagna e di Bologna abbiano impattato in una certa maniera con la vostra crescita?
Devin: Assolutamente sì, l’ecosistema dell’Emilia-Romagna, e in particolar modo Bologna, hanno rappresentato un ruolo importante per la nostra crescita. Essendo noi un’azienda food, sicuramente essere radicati in una regione rinomata per la sua tradizione culinaria ha offerto all’azienda numerosi vantaggi, soprattutto in questa fase dove ci stiamo rapportando con aziende lato Business. L’ecosistema è dinamico e ricco di opportunità, caratterizzato da acceleratori, eventi e bandi regionali, per questo le opportunità non mancano di certo. Ci sono comunque punti di miglioramento ma consiglierei senz’altro ad una Startup di stabilirsi qui!
Vi chiediamo di raccontarci una campagna di marketing che avete fatto che ha avuto successo e un riscontro positivo!
Elena: Weeshop ha ottenuto un grande successo con una campagna mirata agli utenti intolleranti al glutine. Collaborando con una nutrizionista, abbiamo creato contenuti informativi e coinvolgenti, riuscendo a conquistare un pubblico specifico e fidelizzarlo. Questa strategia ha portato a un aumento significativo del numero di download dell’app e a un costo per acquisizione estremamente basso. Il successo di questa campagna ha dimostrato l’importanza di personalizzare i contenuti e di creare partnership con esperti del settore. Inoltre, ha aperto nuove opportunità di collaborazione con aziende produttrici di alimenti senza glutine. In conclusione, è stato fondamentale strutturare una strategia di marketing ben definita e focalizzata su un target specifico in modo da ottenere ottimi risultati, sia in termini di crescita che di fidelizzazione dei clienti.
Quali sono le difficoltà che avete riscontrato maggiormente in questi anni di Startup?
Devin: Una delle difficoltà maggiori è stata quella di costruire un team solido e coeso, infatti trovare collaboratori motivati e allineati con la visione aziendale si è rivelato un compito complesso e che ha richiesto parecchio tempo. Un’altra sfida è quella di non intestardirsi troppo con le proprie idee, bisogna essere flessibili e testare; perciò abbiamo dovuto adattare il business model, è stata una decisione difficile ma fondamentale per garantire la sostenibilità economico finanziaria dell’azienda in prospettiva. Un altro aspetto è l’importanza di bilanciare la necessità di testare rapidamente nuove idee con quella di valutarne l’impatto a lungo termine: inizialmente avevamo funzionalità che sembravano promettenti ma hanno richiesto più tempo del previsto per mostrare risultati significativi, quindi bisogna concedere il giusto tempo agli utenti di recepire e abituarsi alle novità. Il percorso di una startup è pieno di ostacoli e richiede una continua capacità di adattamento.
Vi chiediamo un vostro consiglio su un libro e se volete raccontarci un falso mito nell’ambito alimentare
Elena: Ho letto un libro che mi ha davvero ispirato, ‘Le Coordinate della Felicità’ di Gianluca Gotto. L’autore, come me, ha deciso di lasciare una vita più tranquilla ma limitante per inseguire i suoi sogni. La sua storia mi ha colpito profondamente, soprattutto durante il periodo della pandemia, quando anche io mi trovavo a un punto di svolta nella mia carriera. Quel libro è stato come una scintilla che mi ha spinto a uscire dalla mia zona di comfort e a cercare nuove opportunità.
Devin: Consiglio vivamente ‘Open’ di Andre Agassi. In questo libro, il campione del tennis racconta la sua lotta contro pressioni esterne e dubbi interiori, rivelando un’umanità che può essere paragonata all’esperienza di ogni imprenditore. Anche noi, tra un’euforia e una profonda demotivazione, cerchiamo un equilibrio tra passione e risultati, cercando di gestire al meglio le aspettative altrui e le nostre ambizioni.
Vorrei sfatare un mito molto diffuso quanto pericoloso in ambito alimentare: tutti gli alimenti in commercio sono sicuri per la nostra salute; l’importante è riuscire ad avere un approccio equilibrato al cibo, ricordando che la quantità è fondamentale. Consumare occasionalmente cibi considerati ‘poco sani’ all’interno di una dieta varia non rappresenta un pericolo, mentre l’eccessiva preoccupazione per l’alimentazione, potrebbe portare a disturbi alimentari e a un rapporto malsano con il cibo. In definitiva il messaggio che vogliamo dare è: godiamoci il cibo senza eccessivi sensi di colpa, seguendo le linee guida degli esperti e ascoltando il nostro corpo.



