Giuseppe, grazie per essere qui. Vorrei partire dal tuo percorso professionale: come sei arrivato a fondare SanMartini Group?
Ho iniziato a lavorare a 14 anni, con responsabilità già definite. A 18 anni ho fondato la mia prima impresa di trasporti, ispirata al modello Pony Express, con collaboratori giovani e servizi strutturati per le aziende. Poco dopo ho creato nel 1995 alba reporter il primo quotidiano on line di Bologna (testata registrata), portando avanti progetti innovativi come il Telefono Informatutto, un servizio attivo 24/7 che trovava qualsiasi informazione per i clienti, e Miss MondoVirtuale.
Non sono mai riuscito a fare il dipendente: ho sempre preferito osservare i bisogni dei clienti e costruire servizi su misura. Nel 2019 è nata Sanmartini Group: un’azienda fondata sull’idea che il futuro si costruisce con le persone, ispirata sul modello Olivetti.
Durante il Covid abbiamo cercato di interpretare al meglio il nostro ruolo di
E-commerce di prossimità, innovando il servizio di consegne adattandolo alle esigenze del momento, ampliato servizi e trovato in MUG un contesto importante per la crescita del progetto.

Da imprenditore seriale: come capisci quando è il momento di cambiare progetto?
Nel tempo si sono avvicinati diversi investitori, ma spesso un eccesso di capitali porta al fallimento delle aziende del nostro settore.
Abbiamo ricevuto proposte interessanti, ma avrebbero richiesto che mi allontanassi dall’operatività quotidiana, e questo avrebbe compromesso la capacità di costruire un ecositema di servizi di vero valore. Per me, è essenziale qualcuno che veda i clienti, capisca le esigenze reali e guidi il team nella creazione di servizi utili. ci definiamo una “the human company”.
Qual è la parte del ruolo imprenditoriale che senti più tua?
La mia forza, ma anche il mio limite, è la curiosità. Amo creare nuovi servizi, ma poi devo delegarne la gestione per permettere all’azienda di crescere. Servono un team valido e grande attenzione al timing: a volte si è troppo in anticipo rispetto al mercato.
Come nascono le tue idee innovative?
Mi deve piacere ciò su cui lavoro. Per comprenderlo, vado sul campo: centri logistici, distribuzione, trasporti. Osservo e studio i processi reali. Se vedo una possibilità di ottimizzazione e un futuro economico sostenibile, allora procedo. La teoria non basta: bisogna sporcarsi le mani.
Qual è oggi il vostro vantaggio competitivo?
L’umanizzazione. Molti clienti ordinano tramite telefono o WhatsAp;, seguiamo le loro abitudini, consegnamo rapidamente e offriamo pagamenti flessibili, anche alla consegna.
Durante il Covid abbiamo diviso Bologna in sei aree, in modo che ogni cliente potesse avere sempre lo stesso referente: è nato così un rapporto di fiducia autentica. Anche clienti all’estero richiedono di parlare con la ‘loro’ persona di riferimento (in italiano).

Com’è strutturato il team di SanMartini Group?
Collaboriamo con professionisti, non abbiamo una struttura classica di dipendenti. Ci incontriamo spesso per immaginare insieme il futuro dei servizi e digitalizziamo ogni processo possibile. Ideiamo format partendo da questa frase: “I clienti sanno cosa vogliono, ma solo all’interno di cio’ che già conoscono. Il nostro compito da innovatori è anticipare ciò che desidereranno domani, anche se oggi non sanno ancora di volerlo”.
Inoltre, grazie ad accordi logistici specifici, consegnamo in tutta Europa in 3-4 giorni, adattandoci alle abitudini locali dei vari paesi.
Che ruolo hanno l’AI e i marketplace?
Siamo presenti nei principali marketplace europei. Con Polpo carichiamo automaticamente fino a 50.000 prodotti, con aggiornamenti dinamici dei prezzi in base ai mercati locali. Stiamo lanciando un servizio dedicato alle aziende italiane per portare i loro prodotti in tutta Europa su Kaufland, Amazon, eBay, Allegro, Miravia e altri marketplace, vendendo senza doversi occupare della logistica, servizio clienti, resi e aspetti fiscali per ogni paese. Ci pensiamo noi con la nostra partita IVA.
Quale progetto ti rende più orgoglioso?
Il prossimo. Stiamo costruendo una rete logistica che diventerà un vero canale di vendita europeo. Stiamo per lanciare un podcast sul mondo dell’ e-commerce e della logistica Delivery Station, e un evento dedicato alle vendite online.

Quanto ha influito Bologna, e in particolare MUG, sulla vostra crescita?
Molto. Bologna è fertile per l’innovazione. In Italia ottenere supporto è complesso, soprattutto in settori pratici come il nostro, anche se qui abbiamo trovato un contesto dinamico. Nei coworking servono coerenza e community: MUG è un coworking maturo, coerente e relazionale, dove portare un cliente significa far vedere subito chi siamo.
Che consiglio daresti ai giovani che vogliono fare impresa?
Curiosità e concretezza. Non buttarsi subito, evitare investitori che non conoscono l’operatività e iniziare lavorando in una startup per capire davvero come funziona un’azienda. Il cliente non si conosce con gli annunci, ma osservandolo: andare nei supermercati, vedere cosa compra e capire davvero le esigenze reali delle persone e trovare soluzioni ai problemi
Hai un contenuto/film/libro da consigliare a chi ci legge?
Consiglio i social, anche TikTok: ci sono professionisti con contenuti utili . L’importante è verificare sempre chi c’è dietro. E poi: relazioni, community, eventi, studio. Sono strumenti fondamentali per crescere personalmente e professionalmente. Darci dentro e capire come superare sentimenti di inadeguatezza, permettendo di rivedere la propria visione di sé. Per quanto riguarda le frasi, quella che mi rappresenta di più è: “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”. È un pensiero che mi guida quotidianamente.



