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Intervista a Paolo Privitera tra Exit, Venture Capital, Silicon Valley e…MUG!

Martedì 6 settembre (alle 23 italiane, mentre a San Francisco erano le 14) abbiamo avuto il piacere di risentirci con Paolo Privitera, membro dell’Advisory Board di MUG e imprenditore seriale, da vent’anni residente nella Bay Area. 

L’occasione della videocall è stata l’annuncio della exit di Evensi, startup nata a Modena che è stata acquisita da una delle più grandi piattaforme di ticketing al mondo: Events.com. La notizia di una exit è sempre un importante avvenimento nel mondo dell’innovazione, perché segna l’ultima fase del ciclo di vita di una startup. 

Il team di MUG in videocall con Paolo Privitera

Per Privitera e soci, questa exit è stata la chiusura di un percorso durato diversi anni, che però non ha portato a un allontanamento del team dal progetto, il suo  racconto parte da questo punto:

“Con l’acquisizione, tutto il team di Evensi (14 persone) è rimasto a bordo e ora lavora per Events.com. Tra le diverse offerte di acquisizione ricevute, abbiamo scelto quella anche per questioni di cultura aziendale. Events.com è una bellissima realtà, il suo l’headquarter è a San Diego, ma avendo rilevato diverse startup negli anni ci sono uffici ovunque: Los Angeles, Salt Lake City, Quebec City, Scozia e ora Modena. In totale siamo circa 100 collaboratori, quasi tutti lavorano da remoto.”

Come è stata l’integrazione da parte del team di Modena?

“Events.com ha confermato che il team italiano (ex Evensi) lavora davvero bene, fa piacere sentirsi dire dai manager che gli ingegneri di Modena sono capaci, senza nulla da invidiare a quelli usciti dalle università americane. Quello di Modena non è quindi un piccolo ufficio satellite lontano e dimenticato, ma verrà invece implementato con nuove assunzioni per diventare sul piano operativo uno dei principali d’Europa. Da modenese adottivo non può che farmi piacere.”

Di cosa ti occupi tu dopo l’acquisizione?

“Anche io sono rimasto e sto lavorando per Events.com, a stretto contatto con il CEO. Faccio report direttamente a lui e mi trovo esattamente dove volevo essere: nel team di Finance e Corporate Development. Questa è la divisione che mi affascina di più perché mi occupo di fundraising, di strategic partnership, di hi-level strategy,  di rapporti con il board… Tutto quello che di solito fa un CEO.”

La homapage di Events.com dopo l’acquisizione di Evensi

All’interno dell’Advisory Board di MUG c’è anche un altro importante membro (e fondatore) di Evensi: Yuri Grassi. Lui ti ha seguito in Silicon Valley?

 “No, Yuri è rimasto a Modena, come il resto del team italiano. Per il momento loro sono felicemente lì in Emilia e si trovano bene, potrebbero però venire presto a trovarmi. Dopo l’acquisizione io sono andato a visitare l’headquarter a San Diego, anche se la maggior parte dei dipendenti lavorano da remoto nelle varie sedi o nelle proprie case.”  

Oltre a Events.com ti occupi anche d’altro?

“Sì, oltre a questo sto facendo quello che chiunque in Silicon Valley dovrebbe fare almeno una volta nella vita, cioè provare a essere un Venture Capital.

Io ho già investito in più di 75 aziende e in 5 fondi, ma voglio fare di più, anche in prima persona. Ultimamente, infatti, ho creato due diversi fondi: un feeder fund e uno più tradizionale.

Il Feeder Fund (in italiano fondo dei fondi) è un fondo nel quale i soldi investiti dalle persone non vanno in un’azienda, ma in altri fondi. La particolarità del mio feeder fund è che un investitore prima di mettere i soldi sa esattamente dove vanno, non sono un broker. La cosa che mi spinge a fare questo è dare l’opportunità di investire a tante persone, soprattutto del mio network. Qua c’è così tanta liquidità che non tutti riescono a investire e dare i soldi nelle startup che preferiscono, se tu non hai le conoscenze giuste spesso fai fatica a entrare in un fondo. Sono partito quindi creando rapporti con fondi che hanno accettato di avermi come investitore e quindi accettare fondi dal mio feeder fund. Ho fatto il primo esperimento a ottobre dell’anno scorso, mi sarebbe piaciuto raccogliere mezzo milione per partire, ma poi la cosa si è ingrandita e sono riuscito a raccogliere ben 2,7 Milioni di dollari, investiti in LombardStreet Ventures (https://www.lombardstreet.io/), tra i fondi VC pre-seed e seed più performanti in Silicon Valley. L’esperimento è stato positivo perché il fondo sta andando benissimo e dopo solo 9 mesi ha generato un markup di 2x. Ora sto per replicare questo procedimento con altre 5 realtà, fra queste c’è anche un fondo molto interessante nato qui a San Francisco e fondato da una ragazza che investe quasi esclusivamente in Female Startup.

L’altro fondo che ho creato è più tradizionale, quindi raccoglie i soldi degli investitori e fa investimenti in startup. È un fondo che sto portando avanti insieme a due partners ed è incentrato su un settore nuovo per me, diverso dal solito SaaS (Software as a service), perché investiamo infatti in startup music-tech, entertainment-tech, creators-tech, il tutto collegato al Web3. Tra i primi investitori che stanno entrando c’è anche Jennifer Lopez e abbiamo già individuato 9 compagnie in cui investire.”

Lo sviluppo della startup Evensi, fra Modena e San Francisco

Hai tempo per portare avanti anche altre passioni?

“Sì, oltre all’impiego da Events.com e la gestione dei fondi c’è anche la mia più grande passione: aiutare le startup. Adoro aiutare gli altri imprenditori e voglio utilizzare la mia esperienza ventennale per dare supporto alle startup. Ho costruito un toolbox, un vero e proprio modello da utilizzare per aiutare le startup a scalare. Attualmente ricevo 50-60 deck al giorno da tutto il mondo, i founders mi chiedono aiuto per fare funding, mi vogliono un advisor, come mentor… Non riesco ovviamente ad aiutarle tutte però con quelle che reputo più interessanti riesco a creare un dialogo e se ci piacciamo a vicenda divento o un advisor (fuori dall’operativo ma con una eventuale partecipazione in equity) o salgo a bordo con degli obiettivi ben precisi, proprio come ho fatto con Evensi. Mi piace avere da subito chiaro l’obiettivo a breve o lungo termine della startup. Ovviamente ho una attenzione particolare verso le startup italiane, per questione di give back, e anche perché spesso vedo idee geniali di italiani che però non riescono a scalare come potrebbero. Le aiuto anche a fare flipping in USA.”

Cosa significa fare flipping?

“Se un investitore americano si innamora di una startup italiana, è rarissimo che poi vada ad investire in un veicolo italiano, io stesso non lo farei mai. C’è però un processo semplificato per realizzare digitalmente un’azienda americana dal salotto di casa. De facto si realizza una società a tutti gli effetti americana che però può detenere gli asset come la proprietà intellettuale in Italia. Anche Evensi ha avuto questo percorso.”

Quale è stata la tua storia con Evensi?

“Ho conosciuto Yuri e mi è piaciuto da subito sia professionalmente sia umanamente, ho iniziato prima come Advisor e poi nel 2016 sono entrato full time nel founding team, successivamente abbiamo costituito la società americana. Ci siamo internazionalizzati e sempre più eravamo conosciuti come società americana. Quando si ha a che fare con clienti internazionali è molto più semplice essere una startup USA. Al contrario i clienti italiani vogliono avere a che fare con un’azienda italiana.”

Com’è vivere in California nel 2022?

Ultimamente si parla molto della crisi della California, negli ultimi anni c’è stato un fenomeno di spopolamento verso altri stati, ma in realtà ha riguardato più che altro lavoratori dipendenti di grosse aziende, piuttosto che i founder di startup. La California rimane sempre uno degli stati più avanzati degli USA, c’è una cultura e una mentalità che non trovi da altre parti. San Francesco è quindi il luogo dove gli imprenditori devono andare se vogliono crescere più velocemente. Durante il periodo Covid la città era diventata una “Ghost Town”, ma ora si è ripopolata, soprattutto nelle zone non lavorative (parchi, aree residenziali, ecc) mentre molti luoghi di lavoro (uffici, coworking) sono ancora leggermente sottopopolati. San Francisco rimane comunque una delle città più care del mondo, e a causa del particolare contesto economico nel quale ci troviamo adesso i prezzi delle case e degli affitti sono alti e sempre più inaccessibili per i ceti più bassi.”

Parte del team di Evensi a San Francisco (a destra Yuri Grassi)

Quando hai in programma di tornare in Italia?

“Al momento non lo so, ma mi piacerebbe tanto passare presto in Emilia e venire anche a MUG, visto che fisicamente non ci sono ancora stato!”

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