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La terza edizione di Battiti non finisce qui

Alzi la mano chi pensava che il percorso Battiti fosse concluso!

Ci teniamo sempre a sottolineare quanto Battiti non sia un percorso lineare, con un inizio e una fine, quanto piuttosto dialogico e circolare. Abbiamo pensato di concludere il ciclo formativo con un articolo che raccolga il punto di vista dei protagonisti di questa edizione. I loro pareri sono un prezioso momento di apprendimento, ma speriamo possa essere un archivio anche per il futuro e per le prossime edizioni.

Alcuni scatti delle Mentors’ evening

Lasciamo la parola alle startup riportando qua sotto le domande e le risposte:

– Qual è il principale apprendimento ottenuto durante il percorso?

Aquaponic Design: Da quando abbiamo iniziato il percorso, grazie a Battiti siamo riusciti a tracciare delle linee guida. Infatti, quando si è completamente immersi nelle proprie attività d’impresa si tende a perdere la bussola degli obiettivi a medio e lungo periodo. Grazie ai mentor durante tutto il percorso, non solo di test, Battiti ci ha aiutato a progettare i prossimi passi per raggiungere i nostri obiettivi d’impatto definendo chi siamo e come potremmo raccontare ciò che facciamo con efficacia rispondendo ai bisogno intercettati.

Bangherang: All’interno del percorso di Battiti abbiamo testato, come servizio, una formazione rivolta agli insegnanti che ha l’obiettivo di consegnare loro metodologie e sessioni educative in grado sia di sviluppare competenze tecniche che competenze trasversali.
Il principale apprendimento che possiamo dire di aver acquisito è quello di
capire cosa significa testare un prodotto e scomporre il processo di test, anche in passaggi apparentemente molto piccoli, capaci tuttavia di risolvere grandi dubbi. Abbiamo acquisito una forma mentis rispetto alla teoria del cambiamento e, su tutto, il concetto di non innamorarsi della soluzione ma del problema.

Lyf: Al termine del percorso di test e validazione, molto sfidante e stimolante, abbiamo identificato il nostro apprendimento principale: esistono bisogni che sinora non hanno trovato soluzione e che noi possiamo soddisfare, come il tracciamento continuo e preciso della mobilità e della sostenibilità.

Pasto Nomade: Battiti ci ha aiutate a focalizzare meglio la nostra missione, trasformando la nostra visione in azioni e passaggi concreti. Abbiamo appreso metodologie di sviluppo delle nostre idee e di misurazione dei risultati che ci aiutano ancora adesso a far progredire le attività dell’azienda.

– Qual è il momento più difficile che avete affrontato? E quali nuove necessità avete messo a fuoco grazie al percorso?

Aquaponic Design: Durante le mentors evening abbiamo capito come probabilmente il valore maggiore del nostro wicking bed non fosse il prodotto in sé, ma il servizio offerto di consulenza che rassicura molto chi deve gestire la pianta e sa che può fare affidamento su un canale diretto di confronto in qualsiasi momento. Questo però è anche l’ostacolo più grande per la scalabilità del servizio e sul quale stiamo riflettendo maggiormente non solo per il test fatto durante Battiti, ma anche per le nostre altre attività d’impresa che si basano moltissimo sui rapporti di confronto diretto con i membri della Community che ci seguono e vedono in noi un punto di riferimento.

Bangherang: Il momento in cui è stato chiaro che, nonostante le premesse, nessuno dei beneficiari (insegnanti e scuole) potesse avere potere di spesa da investire sul nostro servizio è stato il momento più difficile che più ha messo a dura prova la nostra motivazione; abbiamo poi capito che alfabetizzare le aziende rispetto al significato delle competenze trasversali era la nuova necessità. Spiegare loro come queste competenze impattino sulla vita e sul lavoro delle persone poteva essere la chiave per trovare risposta alla domanda “chi paga il nostro servizio?”

Sui canali social di MUG stiamo raccontando i test dei team partecipanti

Lyf: Il momento più difficile è stato cominciare a realizzare le interviste a freddo, partendo da LinkedIn, perché è un’attività che sono sempre stato restio a ingaggiare. E l’entità delle risposte, per quanto alle prime armi, è stata comunque superiore alle attese.

Pasto Nomade: il primo confronto con i mentor che ci hanno provocato su alcuni punti potenzialmente critici. Abbiamo dovuto ripensare alcune nostre convinzioni sulla base delle elaborazioni che abbiamo portato avanti. Pur non cambiando il cuore della nostra idea, abbiamo cambiato molti aspetti e dinamiche per riuscire a trasformarla in un’azienda sostenibile (e ancora ci stiamo lavorando!). Cambiare idea non è sempre semplice e per noi è stato complesso, soprattutto perché abbiamo lavorato per un lungo periodo su assunti teorici e meno su aspetti pratici di sviluppo. Pasto Nomade ha a che fare con il cibo, con il ruolo che questo ha nelle nostre vite e nell’impatto che possiamo avere individualmente e collettivamente. Abbiamo constatato che ognuno di noi ha, nel suo profondo, questa volontà viva e presente, e che il nostro ruolo può essere quello di risvegliarla quando è meno attiva. In particolare, crediamo che le persone abbiano bisogno di essere ispirate al cambiamento che vogliono vedere e che noi possiamo giocare questo ruolo: cambiare abitudini, adattarsi a nuove modalità, imparare e condividere nuovi sforzi per contribuire al bene comune.

Esempio di una dabba di Pasto Nomade

– Da qui a fine 2022 cosa volete che vi succeda

Aquaponic Design: Avendo messo a fuoco la catena di produzione dell’impatto i prossimi passi di questo 2022 saranno: a)la formulazione di un servizio di orti in wicking bed in affitto per riqualificare aree cementate abbandonate dove non sarebbe possibile fare agricoltura in modo tradizionale; b) la realizzazione di un mini orto in wicking bed da terrazzo o da cucina per avere a disposizione erbe aromatiche fresche tutto l’anno a seconda della stagione e con pochissimo tempo richiesto per la gestione; c) favorire la nascita di nuovi modelli di agricoltura urbana che valorizzino e trasformino aree urbane a partire dalla community che abbiamo intercettato in questi anni di attività aiutandoli a creare le loro attività di produzione di cibo attraverso sistemi di coltivazione in fuori suolo; d) continuare a organizzare eventi di divulgazione e laboratori gratuiti per raccontare come nuovi modelli di sviluppo sostenibile sono applicabili, anche in piccola scala, e che anche le azioni dei singoli può rendere l’attuale filiera della produzione del cibo più sostenibile.

Bangherang: Da qui alla fine del 2022 vorremmo infatti creare un momento divulgativo per aziende sull’importanza delle competenze trasversali, sul come svilupparle all’interno della propria azienda e sul come investire sulla didattica scolastica faccia in modo che questo apprendimento sia più capillare.

Pasto Nomade: Vorremmo vedere Pasto Nomade diventare una realtà riconosciuta per i suoi intenti e per la capacità di creare reti di intenti e azioni. Consolidare una rete di HUB (luoghi di distribuzione/ritiro dei pasti nella dabba). Nutriamo naturalmente un desiderio di sostenibilità generale dell’impresa ma, essendoci anche costituiti come azienda benefit, il nostro obiettivo primario rimane sempre e comunque quello di avere e generare impatto. Vorremmo vedere questo impatto nel corso dell’anno, attraverso il nostro sviluppo e quello di tutti coloro che sono collegati a noi, in qualche modo.

Cosa raccomandereste/augurereste ai futuri partecipanti di Battiti?

Aquaponic Design: Come consiglio per i futuri partecipanti di Battiti, sarà scontato, ma sempre vero e un aspetto insidioso: “non innamoratevi troppo della vostra idea e siate pronti a buttare via tutto per ricominciare. Innamoratevi del problema e non della soluzione!

Bangherang: A tutti coloro che parteciperanno a Battiti, ma soprattutto a coloro che lo faranno provenendo dal mondo del sociale, vorremmo dire di non essere spaventati dall’approccio imprenditoriale, anzi: avere consapevolezza che l’approccio imprenditoriale e l’impegno sociale possono coesistere amplificherà gli effetti rispetto al cambiamento che si vuol veder attuato nel mondo.

Lyf: Ai futuri partecipanti possiamo solo raccomandare di seguire con partecipazione i consigli del team che facilita il programma: hanno l’esperienza necessaria per ridurre i problemi ai minimi termini e dare la giusta prospettiva a ogni progetto che sia veramente sostenibile.
Inoltre da non mancare le opportunità delle mentors’ evening per entrare in contatto con i possibili primi utilizzatori e gli esperti del settore di riferimento che rientrano nel bacino di influenza di Emil Banca.

Pasto Nomade: Non sentitevi soli. Come ha condiviso nella serata di chiusura Federica Thiene, gli innovatori si sentono spesso soli, perché stanno cambiando qualcosa. Ebbene, Battiti è la conferma che innovare significa essere e sentirsi soli per pochi istanti, perché nel momento in cui si condivide un’idea e questa diventa accessibile a tutti il passo più difficile è stato fatto. Per cui la raccomandazione è di rimanere sempre forti e aperti, l’augurio di avere il successo che desiderate, qualsiasi cosa esso sia.

Ancora grazie ai 4 team che hanno partecipato attivamente a tutte le sessioni degli incontri, ai mentors e anche a chi ha seguito Battiti attraverso i nostri canali!

I team dei 4 progetti partecipanti insieme a Emil Banca e Kilowatt

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