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Non solo banche: l’approccio innovativo del Crowdfunding

Finanza tradizionale vs finanza alternativa: una dicotomia che sempre più deve convergere verso modelli collaborativi. L’Italia è un paese in cui le imprese sono tendenzialmente molto “bancarizzate”: una diversificazione delle fonti di finanziamento può quindi diventare un elemento chiave per la sostenibilità finanziaria delle aziende e dei progetti imprenditoriali.

Uno degli strumenti alternativi di reperimento finanza che sta crescendo maggiormente in questo periodo è il crowdfunding.

Il termine deriva dalle parole inglesi “crowd”- folla- e “funding”, finanziamento. Due parole che riassumono chiaramente cosa sia il Crowdfunding e danno un’idea del funzionamento. Si tratta, infatti, di una forma di accesso al credito alternativa in cui singoli risparmiatori scelgono di sostenere un progetto perché attratti dal sistema valoriale che rappresenta o dall’innovatività dell’idea imprenditoriale proposta.

Lo strumento essenziale per il crowdfunding è il web. Le procedure di accesso sono piuttosto semplici: un’organizzazione decide di concretizzare un’idea che ritiene di particolare valore e carica il proprio progetto su una piattaforma online, specializzata nella raccolta di finanziamenti. Numerose sono le piattaforme di Crowdfunding; tra le prime in Italia si ricordano: CrowdFundME, MamaCrowd, OPStart, Backtowork24, StarsUp, 200 Crowd, e WeAreStarting.

Tra queste, le piattaforme si dividono in due categorie: orizzontali, finalizzate a finanziare progetti relativi ad ambiti differenti, e verticali, se specializzate in un singolo settore o prodotto.

La semplicità operativa dei passaggi non deve però ingannare: per poter arrivare in piattaforma, la campagna (questo il termine che identifica i progetti pubblicati), deve essere stata analiticamente e attentamente costruita. Quanto più efficace è stato il lavoro propedeutico, tanto più aumentano le possibilità di arrivare al goal, ovvero l’obiettivo di raccolta.

Tale obiettivo è il budget minimo che è necessario raccogliere per poter realizzare l’idea/progetto. La raccolta ha una durata temporalmente limitata, quindi ogni campagna prevede una scadenza entro cui ottenere i fondi. Essenziale è anche l’attività di promozione tramite i social network collegati alla piattaforma, altri siti o blog specializzati, l’ufficio stampa. Tra i social più utilizzati ritroviamo Facebook e Twitter, per la varietà dei contenuti che possono essere pubblicati, e LinkedIn e Instagram, il primo rivolto alla ricerca di imprenditori interessati a sostenere il progetto, il secondo in quanto in continua crescita tra i giovani. Infine, se il budget viene raggiunto o superato, il progetto può essere realizzato.

Esistono diverse tipologie di Crowdfunding. A seconda del progetto da finanziare, bisogna avere ben chiara la tipologia di raccolta più idonea per raggiungere l’obiettivo prefissato. Le principali 4 tipologie di raccolta sono:

  • Donation Based: il donatore effettua un vero e proprio atto di liberalità, senza avere beni e/o servizi in cambio. È una tipologia molto utilizzata per iniziative senza scopo di lucro.
  • Reward Based: qui il fulcro è il concetto di ricompensa (reward). Viene effettuata una donazione in denaro, in cambio di un prodotto/servizio. È una tipologia molto utilizzata per vendere un prodotto o servizio anche prima che questo venga realizzato. Chi decide di finanziare l’idea di business (backer) è molto coinvolto nella determinazione delle caratteristiche del prodotto, ne diventa soggetto fondamentale per la realizzazione e, spesso, ha la possibilità di preordinare il prodotto a prezzi vantaggiosi.

I modelli sono “fluidi”: in realtà esistono anche formule miste, come ad esempio il progetto La Via della Solidarietà che Emil Banca ha attivato con Idea Ginger, che presenta caratteristiche proprie sia del modello donation, che di quello reward.

Questa tipologia di crowdfunding è adatta specialmente a progetti di carattere sociale e civile, ma si presta molto bene anche all’attività di testing di prodotti di nuove realtà imprenditoriali.

  • Equity Based: detto anche Crowdfunding azionario, è lo strumento che permette a molteplici soggetti di finanziare la raccolta di capitale di società private. In cambio del contributo finanziario, si ottengono quote societarie o azioni delle PMI e Startup. L’investimento avviene tramite piattaforme di raccolta specifiche in cui è possibile scoprire la società che propone una raccolta. I portali svolgono un ruolo di garanti, in quanto selezionano i progetti che vengono pubblicati sulla piattaforma online. A differenza delle richieste di finanziamento tradizionale, utilizzando l’Equity Crowdfunding:
    • Gli investitori possono decidere di impegnare anche piccole somme di denaro nell’investimento (250-500 euro);
    • L’impresa non dovrà rendere conto a tutti i finanziatori singolarmente, ma vedrà li consolidati in un’unica entità attraverso la piattaforma di crowdfunding che eroga il servizio;
    • I costi legati all’operazione sono rappresentati da un importo commissionale parametrato sul volume di capitale raccolto.
  • Lending Based: si tratta di un vero e proprio finanziamento. Si presta denaro a persone e/o imprese in cerca di finanziamenti per realizzare un certo progetto. L’interesse della “folla” in questo caso è ottenere il rimborso del capitale prestato, oltre ad un tasso di interesse. Non ci sono quindi finalità sociali o di impatto, ma il mero interesse alla remunerazione del capitale fornito.

E’ un modello che si presta molto al finanziamento di progetti immobiliari (real estate crowdfunding) e può essere un valido complemento alla finanza di debito fornita dalle banche. Il real estate crowdfunding si può realizzare in forma equity, in cui l’investitore sottoscrive quote societarie del progetto a cui partecipa, che è quindi portato avanti da una società di scopo costituita ad hoc, oppure in forma lending, in cui il soggetto investitore presta il suo denaro ottenendo in cambio gli interessi proposti dalla società, oltre alla restituzione del capitale investito.

Per riuscire a creare una campagna di crowdfunding di successo è necessario conoscere bene i meccanismi che regolano le diverse tipologie di finanziamento, le modalità di raccolta fondi e gli elementi che portano a raggiungere l’obiettivo finale.

Una campagna è utile per il promotore, che può accedere ad un vero e proprio processo di verifica dell’idea stessa, alla quale la community di backers offre un contributo creativo, potendo garantire reali feedback volti al miglioramento del prodotto/servizio che si intende realizzare.

Il crowdfunding, soprattutto in caso di progetti innovativi, può anche diventare un primo passo verso ulteriori forme di attrazione di capitali: dal venture capital alla quotazione in Borsa (“crowdlisting”).

Ma è anche interessante per il risparmiatore/piccolo investitore, in ottica di diversificazione del portafoglio; uno strumento che consente di “saggiare” i progetti e trovare interessanti forme d’investimento. Senza mai dimenticare però che questa forma di investimento è altamente rischiosa: si deve investire ciò che si è disposti a perdere.

Per approfondire il tema del Crowdfunding, partecipa al secondo webinar sul ciclo crowdfunding. Ospite dell’evento sarà Martina Lodi, referente del comparto Art-ER e responsabile del servizio di orientamento Kick-ER 📅

Kick-ER è un servizio gratuito di Art-ER nato per favorire la crescita della regione attraverso lo sviluppo dell’innovazione, conoscenza, attrattività e internazionalizzazione del territorio. L’obiettivo è quello di orientare e accompagnare le startup, imprese o progetti d’impresa, laboratori di ricerca ed enti locali che propongono un progetto innovativo sul territorio emiliano, lanciando una campagna di crowdfunding civico.

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