Mug https://www.mugbo.it/ Magazzini Generativi Fri, 16 Jan 2026 10:51:33 +0000 it-IT hourly 1 OSSERVATORIO TRIMESTRALE VENTURE CAPITAL https://www.mugbo.it/news/2026/01/15/osservatorio-trimestrale-venture-capital/ Thu, 15 Jan 2026 11:20:39 +0000 https://www.mugbo.it/?p=2353 Il 27 gennaio, a partire dalle 17:00, si terrà l’appuntamento di riferimento per il Venture Capital in Italia.Durante l’evento verrà presentato il report esclusivo sui dati di mercato del Q4 2025, un’analisi puntuale dedicata a identificare i trend e le dinamiche d’investimento in startup e scaleup, con un affondo verticale sull’ecosistema dell’Emilia-Romagna. L’incontro si aprirà […]

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Il 27 gennaio, a partire dalle 17:00, si terrà l’appuntamento di riferimento per il Venture Capital in Italia.
Durante l’evento verrà presentato il report esclusivo sui dati di mercato del Q4 2025, un’analisi puntuale dedicata a identificare i trend e le dinamiche d’investimento in startup e scaleup, con un affondo verticale sull’ecosistema dell’Emilia-Romagna.

L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali dei Direttori Generali di Italian Tech Alliance e G-Factor, seguiti dall’illustrazione dei risultati annuali(2025) a cura di Growth Capital.

A seguire si potrà ascoltare il panel di confronto che vedrà protagonisti gli esperti e professionisti del settore:

  • Gianluca Pavan (Vice Direttore Emil Banca)
  • Marina Silverii (Direttrice Operativa ART-ER)
  • Lorenzo Agostini (CEO & Co-Founder Adaptronics)
  • Misal G. Memeo (Partner Obloo Venture)
  • Esperti e rappresentanti di CRIF

L’evento si concluderà con un focus sulla community locale insieme a The Bologna Gathering, seguito da un aperitivo di networking: l’occasione ideale per connettere investitori, startup e stakeholder chiave del territorio.

Se sei interessat* puoi iscriverti a questo link: https://luma.com/4cr4eei7

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INAUGURAZIONE MOSTRA: PAESAGGI INTERIORI https://www.mugbo.it/news/2025/04/02/inaugurazione-mostra-paesaggi-interiori/ Wed, 02 Apr 2025 09:12:23 +0000 https://www.mugbo.it/?p=2317 Lunedì 7 aprile: Inaugurazione della mostra “Paesaggi Interiori”, una selezione di opere realizzate dagli studenti dell’Accademia delle Belle Arti di Bologna. L’evento si terrà presso i nostri spazi in Via Emilia Levante 9/f a partire dalle 18:00, in occasione della terza edizione del Premio MUG per l’arte. Ogni anno una giuria tecnica seleziona due vincitori, premiati con […]

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Lunedì 7 aprile: Inaugurazione della mostra “Paesaggi Interiori”, una selezione di opere realizzate dagli studenti dell’Accademia delle Belle Arti di Bologna. L’evento si terrà presso i nostri spazi in Via Emilia Levante 9/f a partire dalle 18:00, in occasione della terza edizione del Premio MUG per l’arte. Ogni anno una giuria tecnica seleziona due vincitori, premiati con un riconoscimento in denaro e la possibilità che le loro opere arricchiscano la collezione permanente di Emil Banca. Il Premio continua a favorire il dialogo tra giovani artisti e imprenditori, offrendo un’opportunità di crescita reciproca e di valorizzazione dei nuovi talenti.

Un’occasione unica per scoprire l’arte contemporanea e immergersi in un viaggio nei paesaggi più profondi dell’animo umano.

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MUGAZINE – LOQUI https://www.mugbo.it/news/2025/03/04/mugazine-loqui/ Tue, 04 Mar 2025 08:55:44 +0000 https://www.mugbo.it/?p=2263 Ciao Cristiana! Ti chiediamo di presentarti, raccontarci cos’è Loqui e come è nata! Ciao, sono Cristiana e sono una psicoterapeuta. Ho iniziato il mio percorso di studi nel 2010 tra Palermo, Padova e Roma, dove mi sono specializzata nel 2022. Loqui è nata a Roma nel 2019, mentre terminavo la specializzazione e lavoravo con i […]

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Ciao Cristiana! Ti chiediamo di presentarti, raccontarci cos’è Loqui e come è nata!

Ciao, sono Cristiana e sono una psicoterapeuta. Ho iniziato il mio percorso di studi nel 2010 tra Palermo, Padova e Roma, dove mi sono specializzata nel 2022.

Loqui è nata a Roma nel 2019, mentre terminavo la specializzazione e lavoravo con i primi clienti. Non avrei mai immaginato di diventare un’imprenditrice: il mio obiettivo era essere una psicoterapeuta. Tuttavia, ho scoperto una realtà terapeutica innovativa: negli Stati Uniti la terapia si svolgeva tramite videochiamate e chat. Questa modalità mi ha incuriosita e ispirata, non solo me ma anche la mia socia Carmen.

Carmen ed io ci siamo conosciute nel 2019 mentre lavoravamo in ospedale a Roma. Quando le ho mostrato alcuni siti americani su questo nuovo modello terapeutico, ne siamo rimaste entrambe entusiaste. Da lì è nata l’idea di lanciare il nostro progetto.

Proponendo la terapia tramite videochiamate e chat, abbiamo riscontrato un grande interesse. Molti trovano più semplice iniziare attraverso la chat, abbassando le difese e prendendo consapevolezza delle loro problematiche. Per noi, il modo in cui una persona si avvicina alla terapia è secondario: l’importante è che si senta a proprio agio, sia scrivendo in chat che facendo una videochiamata.

Prove del Pitch di Loqui con Vittoria

Da quando avete sviluppato l’idea ad oggi, avete visto dei cambiamenti? Ci sono stati trend che non vi aspettavate?

Nel tempo, il tabù legato alla figura dello psicologo è diminuito e le persone hanno cominciato a riconoscere il valore del supporto psicologico. Il mercato si è ampliato, confermando la grande domanda. L’introduzione del bonus psicologo è stata un passo importante, ma c’è ancora molta strada da fare per rendere la terapia davvero accessibile. Le principali barriere sono spesso culturali, come il pensiero “posso farcela da solo”, che è particolarmente diffuso tra gli uomini over 50, per i quali la psicoterapia è ancora vista come una debolezza.

Abbiamo notato che l’80% delle richieste di terapia proviene dalle donne, che mostrano una maggiore consapevolezza e voglia di lavorare su se stesse. Le nuove generazioni, in particolare la Gen Z, sono molto più aperte alla terapia, ma spesso faticano ad affrontare i costi. Un dato interessante è che la nostra utenza ha un’età media di circa 35 anni, e molti utenti cinquantenni si avvicinano alla terapia tramite chat come primo passo più discreto.

Quali sono stati i passaggi dalla nascita dell’idea alla sua concretizzazione?

Quando abbiamo avuto l’idea, il passo più difficile è stato tradurla in pratica. Entrambe proveniamo da un background psicologico e clinico, quindi la sfida principale è stata validarla. Per farlo, abbiamo creato un sito web che è rimasto attivo per un anno, gestendo anche i pagamenti.

Dopo una fase di test, abbiamo investito 1.500 euro in marketing e, in un mese e mezzo, abbiamo ricevuto molte richieste. Analizzando le metriche, abbiamo visto segnali positivi e deciso di costituire ufficialmente la società.

Ciò che ci ha caratterizzato è stato l’approccio ponderato: due anni fa è nata Loqui e da lì è iniziato un percorso di crescita. Abbiamo partecipato a programmi di accelerazione che ci hanno aiutato a strutturare la piattaforma e ci hanno insegnato molto, dandoci gli strumenti per entrare nel mondo dell’imprenditoria. Nonostante le difficoltà, abbiamo trovato la nostra strada come imprenditrici, rendendoci conto che questo è davvero il nostro mondo.

Ci tengo a sottolineare che non sono stata da sola: quando ho avuto l’idea, l’ho subito condivisa con Carmen, che mi ha dato una prospettiva diversa. Mi sento fortunata, perché non è facile trovare la persona giusta con cui intraprendere un progetto. Aprire un’impresa insieme è come crescere un figlio.

Tornando al vostro prodotto, come funziona la selezione dei collaboratori? Fate formazione interna per imparare ad usare gli strumenti?

La selezione del team è piuttosto rigida. Una volta scelto un membro, inizia un percorso di formazione. Il primo step consiste nell’insegnargli come gestire la terapia via chat, fornendo linee guida che abbiamo scritto nel corso degli anni. Abbiamo imparato come comunicare con i pazienti attraverso la chat e incoraggiamo l’uso degli audio, sia da parte loro che nostra. La formazione riguarda anche il tono di voce e l’uso delle emoji, che consigliamo a seconda del contesto. Le emoji, se usate correttamente, aiutano a trasmettere meglio i toni della conversazione e a creare un’immagine mentale per il paziente.

Qual è la capacità che deve avere un’imprenditrice e quella che deve avere una psicologa?

Per essere un buon psicologo è fondamentale l’umanità e l’empatia, qualità che ho riscontrato anche nel mondo imprenditoriale. Il rapporto con le persone è sempre centrale. I miei studi mi hanno insegnato a vedere le cose da una prospettiva diversa, a non arrendermi e a pensare in modo strategico e questo è fondamentale per un’imprenditrice.

Voi siete una startup femminile, in Italia solo il 13% delle startup sono a prevalenza femminile. Come spieghi questo dato? Cosa si potrebbe fare per essere più inclusivi?

Molte donne credono di non essere all’altezza o di non essere adatte a certi ruoli. La società ci ha sempre mostrato gli uomini ai vertici, facendoci sentire che quei posti erano solo loro. Ma anche noi donne siamo intraprendenti e capaci, anche se spesso la società ci fa sentire inadeguate a ricoprire quei ruoli. Penso che per essere più inclusivi sia importante vedere sempre più donne riuscire in questi ambiti. Quando qualcuna ce la fa, incoraggia altre donne a perseguire lo stesso obiettivo.

L’unione fa la forza! I founder si supportano tra loro

Voi avete sede legale a Bologna, come mai? Come valuti l’ecosistema dell’innovazione a Bologna?

Abbiamo scelto Bologna per la sede legale perché, quando ho aperto la società, mi trovavo qui e anche i miei genitori vivono in città. Il territorio bolognese ha offerto molte opportunità, in particolare il percorso di accelerazione con G-Factor e il supporto di Emil Banca. Questo ci ha permesso di entrare in un ecosistema ricco di risorse che ci ha insegnato molto. Anche dopo la fine del programma, il network continua a sostenerci. Inoltre, ci siamo aggiudicate il bando del Premio Barresi della Città Metropolitana di Bologna, ottenendo un contributo a fondo perduto che ha sostenuto la nostra crescita. Abbiamo anche partecipato al premio Cambiamenti di CNA, arrivando alle fasi regionali e vincendo il premio in denaro offerto da Emil Banca.

Premio CNA Cambiamenti regionale da parte di Emil Banca

La vostra pagina Instagram conta 19K follower. Molte aziende usano il marketing per creare un bisogno, mentre nel vostro caso si tratta di sensibilizzazione. Come approcciate gli utenti?

Il nostro obiettivo principale è sensibilizzare sulla salute mentale e il benessere psicologico, cercando di normalizzare questi temi. Utilizziamo frasi e consigli per aiutare le persone a diventare più consapevoli del proprio vissuto. Attraverso la pubblicazione di frasi e consigli cerchiamo di fare in modo che le persone siano più consapevoli rispetto il loro vissuto. Cerchiamo poi di offrire anche percorsi di autoaiuto attraverso la piattaforma Loqui Self Therapy.

Cos’è e come funziona Loqui Self Therapy?

Oltre alla psicoterapia online, offriamo anche strumenti di autoaiuto come Loqui Self Therapy, ideali per chi non si trova in una fase critica della vita ma ha bisogno di gestire ansia o insonnia. La Self Therapy è un percorso che permette agli individui di lavorare sulla propria salute mentale in modo autonomo. Può essere vista come un’opportunità per chi vuole intraprendere un viaggio di crescita personale, gestire emozioni o affrontare difficoltà quotidiane senza dover sempre ricorrere alla terapia tradizionale. Tuttavia, l’aspetto distintivo della Self Therapy è che, pur essendo un processo auto-diretto, può essere anche un potente complemento alla terapia psicologica professionale. Altro aspetto importante della Self Therapy è la sua accessibilità e il fatto che può rappresentare un’opzione più economica rispetto alla terapia tradizionale. Oggi, molte persone non possono permettersi regolari sedute di terapia a causa dei costi elevati o della difficoltà di accesso a professionisti qualificati. La Self Therapy, tuttavia, offre una soluzione praticabile per chi desidera lavorare sul proprio benessere psicologico senza dover affrontare spese significative.

Cristiana e Carmen festeggiano la vittoria del premio Barresi

Qual è la difficoltà più grande che avete riscontrato e quale soluzione avete trovato?

Le due difficoltà principali nel mondo delle startup sono il team e la ricerca di fondi. Trovare persone che credano nel progetto e si uniscano senza una retribuzione iniziale è una grande sfida. Tuttavia, con pazienza, siamo riuscite a costruire un team che condivide la nostra visione, anche se continuiamo a cercare le persone giuste. Per quanto riguarda i fondi, anche se è difficile, con il team giusto e la validazione dell’idea si possono trovare soluzioni. La chiave è non demordere e sfruttare il network.

Hai un libro, film o canzone che ti ha colpito? C’è una frase che ti aiuta?

Il libro che mi ha colpito di più è Reinventa la tua vita. Aiuta a guardarsi dentro e a capire come superare sentimenti di inadeguatezza, permettendo di rivedere la propria visione di sé. Per quanto riguarda le frasi, quella che mi rappresenta di più è: “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”. È un pensiero che mi guida quotidianamente.

Scatti rubati dell’intervista a MUG

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MUGAZINE – TWIP https://www.mugbo.it/news/2025/01/13/mugazine-twip/ Mon, 13 Jan 2025 11:54:00 +0000 https://www.mugbo.it/?p=2228 Ciao Alessandro e Alessandro, presentatevi e raccontateci il vostro background. Alessandro R.: Mi chiamo Alessandro Rizza e sono uno dei due fondatori di Twip. Ho iniziato il mio percorso in un istituto alberghiero e ho lavorato subito nel settore della ristorazione. In seguito mi sono laureato in Giurisprudenza e sono diventato praticante avvocato. È stato […]

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Ciao Alessandro e Alessandro, presentatevi e raccontateci il vostro background.

Alessandro R.: Mi chiamo Alessandro Rizza e sono uno dei due fondatori di Twip. Ho iniziato il mio percorso in un istituto alberghiero e ho lavorato subito nel settore della ristorazione. In seguito mi sono laureato in Giurisprudenza e sono diventato praticante avvocato. È stato poi il progetto Twip a farmi appassionare ai viaggi e alle culture del mondo. Per un periodo ho portato avanti entrambi i lavori, finché Twip non si è trasformata in una Startup Innovativa e ho deciso di dedicarmi a essa a tempo pieno.

Alessandro C.: sono Alessandro Cattolico, l’altro fondatore di Twip. Mi sono diplomato all’istituto tecnico agrario e ho iniziato l’Università di Scienze Motorie, perché lo sport era la mia grande passione. Durante gli studi, ero curioso di scoprire anche il mondo del lavoro, quindi ho iniziato a lavorare in un’azienda, occupandomi della parte commerciale. È stato in questo periodo che è nato il progetto Twip, che piano piano abbiamo iniziato a sviluppare. Quando abbiamo visto che stava andando bene, anch’io ho deciso di concentrarmi al 100% sulla startup, perché mi permetteva di parlare di viaggi, fare nuove esperienze e conoscere molte persone.

I ragazzi di Twip studiano Mug per inserirlo nell’itinerario di Bologna

Raccontateci cos’è Twip e come è nata l’idea.

Alessandro R.: Twip è una nuova piattaforma dedicata a viaggi ed esperienze, con focus principale sull’applicazione mobile. Gli utenti, registrandosi, forniscono informazioni sui loro interessi, passioni, luoghi frequentati, gusti legati a cibo, hobby, cultura eccetera. Il nostro algoritmo può così creare itinerari personalizzati per ogni utente, suggerendo attrazioni, ristoranti ed esperienze in linea con i suoi interessi. In questo modo, l’utente può pianificare il proprio itinerario in modo più preciso, evitando di perdere tempo in attività non coerenti con i suoi gusti.

Alessandro C.: L’idea di Twip è nata da una vacanza in Grecia che abbiamo fatto insieme. Eravamo un gruppo eterogeneo di persone, con età comprese tra 19 e 29 anni, ma tutti con interessi in comune. Purtroppo, non siamo riusciti a trovare informazioni utili né su internet né dalle persone del luogo, quindi non siamo riusciti a vivere appieno l’esperienza dell’isola. Quando siamo tornati a casa, eravamo molto delusi e avevamo perso l’opportunità di fare esperienze uniche.

In visita per vedere le novità di Mug

Quali sono state le tappe per rendere la vostra idea in una Startup?

Alessandro R.: È passato un anno e mezzo prima di prendere la decisione di costituirci e del lancio dell’applicazione. In questo periodo, abbiamo seguito la strategia del “trial and error”: provavamo qualunque cosa, e se non funzionava, cercavamo di correggerla, dalla definizione del target al business plan, ai pitch. Essendo il mondo startup completamente nuovo per noi, ci siamo affidati spesso a persone esterne, convinti che sbagliando si impara. Abbiamo anche dovuto scegliere il nome: Twip, che è l’acronimo di “The World in a Pocket” e ha una forte assonanza con la parola “Trip”, per dare sin dall’inizio una sfumatura mondiale. Per avere il capitale necessario per partire, lo abbiamo chiesto a parenti e amici, in cambio di una percentuale di equity, mentre ora ci stiamo avvicinando anche a finanziamenti tramite bandi regionali.

Chi ha sviluppato l’applicazione? Avete riscontrato criticità?

Alessandro C.: Non abbiamo sviluppato l’applicazione in-house, ma l’abbiamo commissionata a una società esterna. Nessuno di noi aveva le competenze necessarie per svilupparla, e all’inizio non siamo riusciti a trovare una persona con le capacità richieste che volesse far parte del progetto. Esternalizzare questo processo ci ha creato diverse difficoltà, soprattutto nella comunicazione con l’azienda fornitrice e nel far comprendere le nostre esigenze. Questo ci ha portato a momenti di stallo e rallentamenti. Per questo motivo, ora abbiamo deciso di inserire nel core team una risorsa competente in ambito app development, così da avere qualcuno in grado di interfacciarsi direttamente con la software house e renderci più tranquilli.

Come è composto il vostro team? Avete riscontrato delle difficoltà?

Alessandro R.: Oltre a noi due fondatori, che ci occupiamo di operations, finanza e rapporti con i clienti, abbiamo inserito la figura del CTO, che si interfaccia con la software house e si occupa di risolvere bug e malfunzionamenti. Abbiamo anche una persona dedicata ai social media, una figura cruciale per il nostro business, in quanto tutti i nostri utenti provengono dalla crescita organica sui social. Collaboriamo inoltre con un videomaker per i contenuti video e presto inseriremo anche una consulente marketing. Una delle maggiori difficoltà è stata proprio la selezione del personale, in quanto non avevamo un background nella gestione delle risorse umane. Abbiamo commesso alcuni errori, come l’assunzione del nostro primo CTO, che non si è rivelato all’altezza. Ora il nostro processo di selezione è molto più attento e ci affidiamo anche a professionisti esterni.

Festeggiamenti per il premio BCC Innovation Festival

Avete anche degli advisor?

Alessandro R.: Sì, abbiamo tre advisor che ci supportano e ci danno consigli utili sulla gestione di una startup. Sono tutti ex startupper che conoscono bene le difficoltà dell’imprenditoria in Italia. Uno degli insegnamenti più preziosi che abbiamo appreso da loro è la cultura del fallimento: in Italia, purtroppo, il fallimento è ancora visto come qualcosa di negativo, mentre per noi startupper rappresenta un’opportunità di crescita e miglioramento.

Quale consiglio dareste a chi si approccia per la prima volta al mondo delle startup?

Alessandro C.: Quando si è founder, bisogna svolgere tantissimi compiti molto diversi tra loro e spesso si cerca di farlo nel minor tempo possibile, dato che il mondo startup si muove molto velocemente. È fondamentale riuscire a categorizzare le proprie attività e dedicare il giusto tempo a quelle più cruciali, senza avere fretta o superficialità. Come abbiamo imparato anche noi, il processo di selezione del personale richiede più tempo, ma ci permette di avere maggiori certezze.

Avete scoperto qualche comportamento degli utenti che vi ha sorpreso?

Alessandro R.: Sì, abbiamo scoperto che l’applicazione viene utilizzata anche nelle città di residenza degli utenti, sia per trovare nuove esperienze che per visitare posti poco conosciuti. Quindi abbiamo deciso di creare sempre più itinerari ed esperienze da fare nelle grandi città italiane, in modo che Twip non sia usata solo per le vacanze, ma possa essere utile in qualsiasi periodo dell’anno.

Come siete venuti in contatto con Mug e Emil Banca?

Alessandro R.: I nostri commercialisti ci hanno consigliato di venire a MUG, in quanto hanno tante connessioni con il territorio e potevano darci consigli utili. Nel frattempo, avevamo anche la necessità di una banca e, dato il rapporto di fiducia che si era creato, abbiamo deciso di appoggiarci a Emil Banca, anche per la comodità di avere una filiale specializzata in startup qui a MUG.

Avete partecipato a qualche programma di accelerazione?

Alessandro C.: Sì, abbiamo partecipato al programma di accelerazione BCC Innovation Festival, promosso dal Gruppo Bcc Iccrea. Ne siamo venuti a conoscenza grazie al team di MUG, e siamo molto soddisfatti del percorso. Stiamo imparando molte nozioni a livello teorico, che ci aiutano a evitare errori, e stiamo affinando competenze legate al fare impresa, come redigere un business plan o fare un pitch efficace. Inoltre, il networking con gli altri founder di startup è un altro aspetto molto interessante.

Twip ha un nuovo utente: Andrea della filiale di Mug!

Avete qualche progetto in cantiere che potete raccontarci?

Alessandro R.: Uno dei progetti più interessanti è la partnership con MSC Crociere, con cui stiamo creando itinerari culturali ed enogastronomici sulle sei tappe della tratta del Mediterraneo. Questi itinerari saranno presenti non solo su Twip, ma anche in una serie TV su Amazon Prime.

Alessandro C.: Abbiamo anche avviato una collaborazione con Fit Active, azienda legata alle palestre, per realizzare itinerari “wellness” per i viaggiatori che desiderano allenarsi anche in vacanza. Sarà una strategia social comune per posizionarci come applicazione in cui si possono fare esperienze a 360 gradi.

Per concludere, ci consigliate un libro, una frase che vi ha ispirato, e delle mete per le nostre prossime vacanze?

Alessandro C.: Vi consiglio la lettura della storia di LeBron James, in cui una frase mi ha colpito molto: “Trust the process”. Fare startup è spesso un saliscendi di emozioni, e le difficoltà sono parecchie, ma è fondamentale apprezzare i piccoli traguardi, consapevoli che il duro lavoro quotidiano porterà al risultato finale.

Alessandro R.: Come mete meno blasonate, vi consiglio la Calabria, in Italia, le isole greche, in Europa, e la Micronesia, a livello mondiale. Sono luoghi davvero incredibili, ricchi di paesaggi mozzafiato e un’autenticità che ripaga pienamente i costi e il tempo di viaggio.

Scatti rubati durante l’intervista per Mugazine

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MUGAZINE – ALESSANDRO FERRARI https://www.mugbo.it/news/2024/12/30/mugazine-alessandro-ferrari/ Mon, 30 Dec 2024 00:48:34 +0000 https://www.mugbo.it/?p=2187 Questo sarà un numero di MUGAZINE un po’ particolare, ma prova a raccontarci la tua esperienza a MUG, fin dall’inizio. Come sei arrivato qua? Quando ho sentito per la prima volta parlare di MUG era l’autunno 2020, avevo 24 anni e mi ero appena laureato (da casa) in Comunicazione Pubblica e di Impresa, magistrale dell’Università […]

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Questo sarà un numero di MUGAZINE un po’ particolare, ma prova a raccontarci la tua esperienza a MUG, fin dall’inizio. Come sei arrivato qua?

Quando ho sentito per la prima volta parlare di MUG era l’autunno 2020, avevo 24 anni e mi ero appena laureato (da casa) in Comunicazione Pubblica e di Impresa, magistrale dell’Università di Bologna. Era un periodo strano, nel pieno della seconda ondata di Covid. C’era il coprifuoco alle 22, non si poteva fare sport in gruppo, si facevano poche e studiate uscite, si frequentavano poche persone. Era uno scenario che un anno prima sarebbe stato surreale da immaginare, e che anche ora che l’abbiamo vissuto ci sembra solo un brutto ricordo lontano dalla realtà.

In quel periodo mi ero appunto laureato, gli stimoli esterni erano per forza pochi e molto deboli, quindi l’unica cosa che mi rimaneva da fare era concentrarmi sul mio futuro professionale. Avevo già iniziato da prima della discussione tutto l’iter previsto in questi casi: profilo Linkedin, colloqui, corsi, personal branding, formazione, esplorazione… È stato tutto abbastanza breve perché a pochi giorni dalla laurea ho fatto il primo colloquio con Emil Banca, arrivato in seguito a un career day dell’Università (anche quello online ovviamente). Passati tre colloqui con diversi interlocutori, dopo 20 giorni dalla Laurea Magistrale ero già un dipendente di Emil Banca.

Prime foto nel cantiere di MUG
Inaugurazione con il Direttore Ravaglia e il Presidente Bonaccini

Com’era MUG a fine 2020?

MUG all’epoca era un sito web con un rendering 3D di una location futuristica e un progetto di innovazione chiaro solo nella mente di poche persone. Io mi ero presentato per quello che ero e non avevo idea di cosa avrei dovuto fare, però MUG rappresentava sicuramente il più grande stimolo in quel buio autunno (e poi inverno) di pandemia. Ogni giorno imparavo cose nuove e mi mettevo in gioco cercando di studiare il più velocemente possibile tutto quello che trovavo sul mondo startup, open innovation, business model etc etc. Intanto in Via Emilia Levante 9/f c’era un grande cantiere con decine di persone al suo interno: muratori, elettricisti, imbianchini e artigiani vari. Andare a visitare il cantiere era sempre una grande emozione perché lasciava molto spazio all’immaginazione di quello che sarebbe potuto diventare.

Le aspettative non furono deluse e alla fine della primavera del 2021 inaugurammo MUG. Purtroppo dal punto di vista pandemico la situazione era ancora molto incerta e quindi fummo costretti a festeggiare all’insegna del distanziamento sociale e della sobrietà. Oggi siamo abituati a vedere MUG come un luogo di convivialità, con frequenti catering, colazioni e aperitivi di networking, però all’epoca le regole erano molto ferree e quindi non potemmo offrire neanche un brindisi all’allora Presidente di Regione Bonaccini ospite insieme a tante altre autorità dell’inaugurazione della struttura. Nonostante le restrizioni quell’estate ebbe comunque un sapore di ripartenza: si potevano prenotare voli aerei, tornarono gli eventi all’aperto, l’Italia vinse gli Europei di calcio e MUG era tutto da scoprire, sia come luogo fisico che come attività e persone da mettere al suo interno. I primi coworkers arrivarono quasi subito e ci aiutarono a fare i primi test della struttura e delle sue tecnologie.

Innovation Festival 2022
Startup Day a Palazzo Re Enzo
A MUG con Luciano Floridi

E poi quale è stato il tuo percorso dentro MUG dal 2021 a oggi?

Con il passare del tempo ho avuto l’opportunità di conoscere sempre più persone e startup, grazie al network di Emil Banca e del mio team, MUG attirava curiosi e curiose, founders, freelance, manager e anche semplici appassionati di innovazione. Ogni volta era l’occasione per presentare con orgoglio il progetto, di mostrare le caratteristiche e la mission di quel luogo che trasmetteva futuro e tecnologia, ma con un’anima fortemente legata al territorio.

Abbiamo iniziato a partecipare a programmi di accelerazione, siamo entrati in numerosi network, sia pubblici che privati all’interno dell’ecosistema dell’innovazione e con tanta voglia di collaborare abbiamo cercato di fare del nostro meglio per favorire la nascita e crescita di nuove imprese nel territorio. Parallelamente abbiamo cercato di portare avanti anche una mission interna, cioè quella di fare innovazione interna per Emil Banca, per i suoi uffici e i suoi processi.

Quello di MUG è un caso abbastanza unico di Innovation Hub e la sua forma ibrida di coworking, acceleratore, banca, spazio per eventi lo rende complesso e affascinante. Per me è stato un grande onore poter scrivere questi primi 4 anni di storia del progetto: vedere il suo coworking riempirsi di decine di persone, supportare centinaia di eventi e osservare startup che nascevano, crescevano e a volte anche chiudevano intorno a me. Ho avuto l’occasione di uscire dall’ufficio e imparare da altri, di partecipare a eventi, manifestazioni e workshop, di formarmi costantemente, di ritirare premi e certificazioni… Fra il 2023 e il 2024 ho anche frequentato un Master Universitario in ambito economico e diversi corsi accreditati. Ho scritto un project work proprio su MUG, che ne analizza storia e caratteristiche per chi volesse approfondire.

Partita insieme ai coworkers
Chiacchierate fra coworkers
Evento R2B in Fiera a Bologna

Che cosa ti rimarrà da questa esperienza?

MUG è stata una vera e propria finestra aperta sul mondo del presente e del futuro, che mi ha dato la possibilità di conoscere le realtà più innovative del territorio e soprattutto di sperimentare. Oltre a questo, ciò che porterò sempre con me sono le persone con le quali sono entrato in contatto. Gestire la struttura e condividerla con i coworkers, portare avanti progetti di accelerazione con altre aziende, organizzare eventi insieme a partner sono tutte attività che hanno una grossa componente relazionale e umana. Sarebbe impossibile citare tutti quanti, ma assicuro che praticamente ogni persona che ho avuto modo di conoscere mi ha lasciato qualcosa. Un ringraziamento speciale va a chi ha condiviso con me questo cammino quotidianamente e che in questi anni ha fatto parte del team di MUG: Francesco, Vittoria, Alberto, Cristina, Alessandro, Elisabetta, Linda, Nadia, Mattia, Emma.

In un certo senso, professionalmente parlando, MUG è il progetto con il quale sono nato e cresciuto e con il quale avrò sempre un legame speciale. Adesso per me è arrivato però il momento di cambiare.

Foto con team MUG, il Direttore Passini e Paolo Privitera, founder seriale della Silicon Valley
Foto insieme a Cecilia Sala in occasione della presentazione del suo libro
Con Mattia di Emil Banca e i founders di Startup Geeks in un evento a MUG
Insieme agli affetti di sempre

Cosa ti aspetta adesso?

Dal 1 gennaio 2025, cioè dalla prossima settimana, farò parte dell’ufficio comunicazione di Emil Banca. Per me sarà una nuova sfida, credo che sia un ufficio che ha un ruolo cruciale per l’azienda perché ha l’obiettivo di curarne la comunicazione commerciale, sociale e identitaria in tutte le sue forme. Avrò l’occasione di imparare molte cose nuove e di mettere in luce i valori e le caratteristiche di una Banca alla quale mi sento affine. Dovrò mettermi in gioco per riuscire a emergere in un contesto diverso rispetto a quello di MUG e allo stesso tempo dovrò portare un po’ dell’innovazione respirata e sperimentata in questi anni all’interno di un ufficio che per continuare a fare bene il suo lavoro dovrà stare al passo con il cambiamento.

Non ho dato l’addio a nessuno perché continuerò a frequentare MUG, sia come collega che come partecipante a diversi eventi e iniziative. Sono sicuro che il team continuerà a portare avanti tutti il lavoro fatto e che il progetto verrà sempre più riconosciuto sia a livello locale che nazionale.

Come tutti gli intervistati vuoi lasciarci con qualche suggerimento?

Dal basso dei miei 29 anni mi sento di suggerire a tutte e tutti di vivere con curiosità e intraprendenza, di vedere il lavoro come una parte importante della propria vita, ma di non tralasciare tutto il resto. Credo che i miei interessi e le mie passioni personali abbiano contribuito a darmi diversi strumenti utili per affrontare le sfide che ho incontrato fino adesso. Una grande paura che ho è quella di “invecchiare” dentro, chiudere la mente, e perdere gli stimoli del mondo esterno. Con l’età certamente si matura come persone, però credo che non dovremmo mai perdere la vitalità, la curiosità e l’amore per le cose nuove che si hanno da più giovani. Ripensando al mio percorso dentro MUG ricordo bene le emozioni delle numerose prime volte di qualcosa e credo siano state il carburante che ha tenuto sempre alto il mio entusiasmo. Nel bene e nel male “la prima volta ti fa tremare”.


Una citazione che mi ha accompagnato già dagli anni dell’Università e che ho ritrovato anche dentro al mio percorso professionale è “think global act local”. Penso sia importante avere una visione ampia dei fenomeni, ma poi bisogna anche sapere declinare questo pensiero in azioni concrete (anche piccole) intorno a noi.

Mando un grande abbraccio a tutte le persone che hanno letto l’intervista, non sarò più a MUG ma rimango facilmente rintracciabile su altri canali!

Ultima foto insieme ai coworkers di MUG in occasione dell’Aperitivo di Natale 2024

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MUGAZINE – OTTAVIO CERCENÀ https://www.mugbo.it/news/2024/12/16/mugazine-ottavio-cercena/ Mon, 16 Dec 2024 15:23:12 +0000 https://www.mugbo.it/?p=2165 Buongiorno Ottavio, grazie per essere qui! Partiamo dall’inizio della tua storia professionale. Da dove vieni? Ciao e grazie per l’invito. Io sono nato e cresciuto a Belluno e già dalle scuole superiori ho intrapreso un percorso nel settore, studiando come perito edile all’istituto tecnico industriale della mia città. Belluno è una città bellissima, a misura […]

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Buongiorno Ottavio, grazie per essere qui! Partiamo dall’inizio della tua storia professionale. Da dove vieni?

Ciao e grazie per l’invito. Io sono nato e cresciuto a Belluno e già dalle scuole superiori ho intrapreso un percorso nel settore, studiando come perito edile all’istituto tecnico industriale della mia città. Belluno è una città bellissima, a misura d’uomo, però non c’era l’Università, quindi dopo le scuole superiori ho deciso insieme ad altri compagni di proseguire gli studi a Ferrara iscrivendomi a Ingegneria Civile Idraulica.
Verso la fine dell’università sono stato chiamato anche a fare il militare e ho fatto l’alpino, vivendo un anno in una realtà in apparenza molto diversa. Visto il mio percorso di studi sono stato nominato responsabile al minuto mantenimento e gestivo una serie di altri militari (falegnami, muratori, carpentieri, impiantisti) che avevano il compito di mantenere gli edifici e le caserme. In base ai programmi dovevo conseguentemente occuparmi di comprare i materiali, chiedere preventivi, mandare le squadre a lavorare giorno per giorno… Nonostante il sacrificio di un anno è stata comunque un’esperienza da considerare formativa.

E dopo l’Università?

Dopo ho iniziato un po’ come tutti a fare praticantato in piccoli studi di progettazione (pratiche edilizie, progetti strutturali, seguivo piccoli complessi residenziali…). Passati un paio d’anni ho avuto la possibilità di andare a lavorare in una società di ingegneria strutturata con parecchi collaboratori e dipendenti impegnata in lavori importanti pubblici e privati a livello locale e nazionale. Lì ho fatto un vero salto di qualità perché si lavorava in maniera molto professionale, con budget e commesse di un certo livello. Ho avuto quindi modo di seguire progetti importanti e conoscere alcune delle realtà più importanti a livello nazionale del settore. Mentre mi continuavo anche a formare (ho partecipato a vari congressi e a uno studio su tutte le gallerie del Bellunese) mi è arrivata l’opportunità imperdibile di andare a lavorare in una grande impresa general contractor del Veneto che mi ha dato da subito la gestione di un importante cantiere di ristrutturazione post-industriale a Marghera presso la zona dei moli del porto commerciale. Per la mia carriera è stato un bel passo in avanti e sono passato da avere contratti di collaborazione a diventare un dipendente di un certo livello.

Com’è stato il periodo da dipendente?

Da dipendente di azienda ho iniziato a gestire aspetti diversi, come le risorse umane, i budget della commessa, le forniture materiali, subappaltatori e tanto altro. Grazie alla passione che mi spingeva sono riuscito ad allinearmi presto con professionisti che avevano più esperienza e anche se molto impegnativo ho bellissimi ricordi di quel periodo. All’epoca ero più giovane e capitava spesso di uscire con colleghi e amici anche la sera dopo le lunghe giornate di lavoro, nonostante la fatica anche dovuta ai molti km giornalieri, c’era molto entusiasmo perché si intravedeva una prospettiva e si percepiva che i risultati ottenuti venivano apprezzati. Dopo quel periodo sono stato mandato a seguire temporaneamente anche un cantiere di infrastrutture in Abruzzo e dopo ancora sulla Salerno-Reggio Calabria. Per un periodo di circa 8/9 anni anno ho vissuto e lavorato prima per la realizzazione dei tratti autostradali della A3 in Calabria, vivendo anche a Scilla, un posto meraviglioso sullo Stretto di Messina e successivamente passando in altre realtà di general contractor top 50 Italiane per la realizzazione di lavori infrastrutturali e gallerie presso Belluno. Nel periodo di passaggio tra queste ultime due esperienze ho anche conosciuto la mia attuale moglie. Negli anni la mia ambizione è gioco forza cambiata anche in virtù del mercato delle costruzioni che ha subito oscillazioni. Alla fine, ho deciso di stabilirmi a Bologna e iniziare una nuova vita lì.

E quindi è iniziata la tua vita a Bologna…

La mia compagna lavorava e aveva il suo progetto di vita qui, quindi dopo un periodo di “pendolarismo” ho scelto di cercare di stabilirmici anch’io; era un momento in cui il mercato nel mio settore di competenza era abbastanza fermo, nel 2015 si investiva poco nelle infrastrutture e poi c’è stato anche il periodo degli attentati e dell’ISIS. Tra le opportunità valutate all’epoca mi era stata offerta una posizione in Arabia, ma vista la situazione ho preferito evitare. Ho aperto partita IVA e iniziato il mio percorso da consulente responsabile di commessa su diversi cantieri in Emilia per una Cooperativa di Costruzioni. Dopo 4-5 anni è arrivato il covid che ha di nuovo cambiato le carte in tavola, ma mi ha dato anche l’opportunità di rimettermi in contatto con un collega ingegnere con il quale avevo avuto rapporti di lavoro per i controlli tecnici nei cantieri che gestivo. La sua società attiva nell’intero territorio nazionale era alla ricerca di nuovi profili e quindi ho iniziato un nuovo percorso in qualità di consulente ispettivo nei cantieri con riferimento all’area dell’Emilia Romagna.

Una carriera piena di cambiamenti, come hai gestito il tuo work life balance?

In questi ultimi anni che ho raccontato ho avuto anche due figli, quando erano piccoli necessitavo della massima flessibilità per poter riuscire ad organizzare la vita famigliare. Questo anche perché essendo noi entrambi genitori non nativi di Bologna non avevamo a stretto contatto una struttura famigliare con cui riuscire a dividere il carico degli impegni. Essere un libero professionista mi permetteva di andare incontro a queste necessità, mantenendo però un impegno full-time. Anche oggi che loro sono cresciuti anche se non indipendenti la formula del freelance resta adatta, anche per la gestione del tempo libero.

Nei decenni com’è cambiato il tuo lavoro?

Quando ho cominciato si lavorava molto “sul campo”, sia in studi professionali per la parte progettuale sia operativamente per i general contractor dentro piccoli uffici ricavati da prefabbricati nei cantieri. Il mio lavoro come tanti altri ha subito un forte processo di digitalizzazione, nei primi tempi gli strumenti tecnologici erano solo il computer e la stampante/plotter, si impegnava parecchio tempo nel disegno cad e nella computazione e per vedere i frutti del lavoro si faceva necessariamente anche molta “manovalanza” per presentare gli elaborati progettuali cartacei. Io non me ne occupo più da molto ma ad oggi è stato tutto reso digitale, e anche le pratiche edilizie vengono fatte in maniera differente. Non credo che in futuro l’Intelligenza Artificiale potrà sostituire al 100% il nostro lavoro, però potrà essere probabilmente un valido strumento a supporto.

Come sei arrivato qui a MUG?

Stavo cercando online uno spazio di coworking a Bologna, e mi è comparsa la pagina di MUG. Il fatto che la struttura fosse un progetto di una banca mi ha dato fiducia e sicurezza quindi mi sono incuriosito e sono venuto a visitarvi. Passato il primo giorno di prova ho capito che era uno spazio adatto a me soprattutto per il suo dinamismo.

Come ti trovi a lavorare a fianco a persone di età diversa e soprattutto con competenze in settori molto diversi dal tuo?

È bellissimo e stimolante, la maggioranza delle persone con cui condivido gli spazi quotidianamente è più giovane e personalmente apprezzo la leggerezza di ascoltare discorsi simili a quelli con cui avevo a che fare anch’io alla medesima età. Mi piace vedere un gruppo di persone che fra loro hanno legato e organizzano spesso appuntamenti conviviali o eventi anche fuori dall’orario di lavoro. Risulta poi talvolta anche utile perché in caso di necessità si può chiedere informalmente un parere ai vicini di scrivania che sono professionisti in altri ambiti tipo commercialista, architetto, assicuratore, etc.  Essendo poi uno spazio grande con all’interno anche realtà di start up innovative e internazionali ho trovato persone di molteplice provenienza e molte plurilingue con mentalità aperte e creative. Questa cosa offre l’opportunità di vedere con occhi diversi come si sviluppa ed evolve il mondo del lavoro nel suo complesso.

Come vedi ad oggi il tuo settore lavorativo? E il ricambio generazionale?

Secondo me ad oggi dopo un periodo medio-lungo di flessione, si sta sviluppando un fermento sia nelle costruzioni che nell’industriale. Io come estrazione sono ovviamente favorevole al costruire e al progresso ma di pari passo a principi di sostenibilità.

Il cambio generazionale ha un pattern, il vecchio guarda al giovane convinto che la sua strada sia più facile, il giovane guarda al vecchio come a un petulante, ogni generazione ha subito questo processo. Credo che comunque importante sia portare sempre rispetto reciproco nonostante le diversità di visione.

Oggi il mondo del lavoro è evoluto molto, le persone hanno più cura della propria vita privata e c’è più interesse nel realizzarsi anche al di fuori della realtà dell’ufficio. Credo che questo sia un aspetto molto importante anche per la resa lavorativa.

Quali sono le tue passioni al di fuori del lavoro?

Nel tempo libero mi diverto con i miei figli, scio e cerco di praticare vari sport compatibilmente con l’età che avanza. Fin da giovane sono sempre stato un grande appassionato e ho sperimentato molte discipline. Per me lo sport è una lezione di vita, aiuta necessariamente a capire che i risultati si ottengono attraverso sacrifici. Inoltre soprattutto gli sport di squadra permettono di vivere e condividere le esperienze, qualunque sia il proprio status o la propria provenienza.

C’è qualcosa che vorresti consigliare ai lettori di MUGAZINE?

Consiglio il libro “Viaggio dentro la Mente” di Piero Angela, che insegna a conoscere e capire il cervello umano, mi è piaciuto tantissimo. In generale poi suggerisco di leggere o guardare anche le altre “opere” di Piero Angela: mi ha sempre appassionato fin da bambino per la sua affascinante capacità “didattica” e gli argomenti di scienza e natura affrontati. Anche oggi può essere un valido insegnante per le presenti e prossime generazioni.

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